Rashford premiato con l’MBE per il suo impegno per i bambini poveri: “Ora voglio parlare direttamente con Boris Johnson…”

L’attaccante del Manchester United verrà nominato Membro dell’Impero Britannico direttamente da Sua Maestà la Regina Elisabetta per il suo impegno nei confronti dei bambini delle fasce più deboli durante la pandemia. E il suo lavoro non è ancora finito.

di Redazione Il Posticipo

MBE, Membro dell’Impero Britannico. Un’onorificenza che sembra una vestigia del passato, ma che può scrivere il futuro di molti. Soprattutto se a riceverla è Marcus Rashford. L’attaccante del Manchester United verrà nominato MBE direttamente da Sua Maestà la Regina Elisabetta per il suo impegno nei confronti dei bambini delle fasce più deboli durante la pandemia. La sua idea di fare lobby sul governo Johnson affinchè venissero garantiti pasti gratuiti alle famiglie in difficoltà è stata apprezzatissima. Ma, come spiega lui stesso a BBC Breakfast, c’è ancora molto da fare.

PRIMO MINISTRO – “È un bel momento per me dal punto di vista personale, ma mi sembra di essere all’inizio del viaggio che mi sono messo in testa di fare. E ora che sono in questa posizione vorrei parlare direttamente con il Primo Ministro e chiedere che i voucher siano estesi almeno fino a ottobre, perchè penso che sia quello di cui hanno bisogno le famiglie. Parlando con loro, sapendo quanto li hanno aiutati e quanto sarebbe drammatico se non li avessero più, questo deve essere il mio obiettivo principale”. Intanto però c’è un’onorificenza da ricevere. E non ci sono dubbi su chi portare a Buckingham Palace. “Porterò con me mia madre. Sarei davvero nei guai se decidessi di portare qualcun altro! È felicissima e ovviamente è un momento di grande orgoglio per lei, ma è tutto un po’ strano. Alle persone dalle mie parti non succedono mai queste cose, quindi non sappiamo come comportarci. Ma chiaramente è un orgoglio per tutti noi”.

EROI – Alla domanda su chi siano i suoi eroi, però, Rashford fa emergere il calciatore che è in lui. “I miei eroi di infanzia sono sempre stati calciatori. Ogni volta che guardavo la TV vedevo il calcio, quindi non avevo nessun modello nella comunità, non perchè non ce ne fossero ma perchè il mio interesse era sempre rivolto a una sola cosa. Quindi sì, i miei eroi sono stati Rooney e Cristiano Ronaldo, mi sono ispirato a loro. E probabilmente durante l’adolescenza il mio modello di vita è stata mia madre. Credo che sia importante ascoltare le persone al di fuori del calcio più di quanto io non abbia già fatto. Ci sono cose che imparo ogni giorno, che abbiano o no a che fare con lo sport”. A 23 anni, non certo un ragionamento che fanno tutti…

 

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