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Rapporto Pelikan – Niente accade per caso: Atalanta, la crisi nasce da lontano e da alcuni errori

BERGAMO, ITALY - MARCH 12: Gian Piero Gasperini, Head Coach of Atalanta during the Serie A match between Atalanta BC  and Spezia Calcio at Gewiss Stadium on March 12, 2021 in Bergamo, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Atalanta in crisi. Due vittorie nel 2022. L’eliminazione in Coppa Italia. Un quarto posto lontano otto punti. La favola della Dea Atalanta sembra all’epilogo, inghiottita dagli infortuni ma anche da una crisi che deriva anche dalle...

Redazione Il Posticipo

Atalanta in crisi. Due vittorie nel 2022. L'eliminazione in Coppa Italia. Un quarto posto lontano otto punti. La favola della Dea Atalanta sembra all'epilogo, inghiottita dagli infortuni ma anche da una crisi che deriva anche dalle scelte di una società che, al netto di episodi arbitrali discutibili, ha commesso diversi errore di valutazione.

Sino al termine del girone d'andata l'Atalanta era addirittura fra le candidate allo scudetto. Alla diciassettesima giornata del campionato, a 180' al giro di boa, 37 punti e prospettive rosee, sostenute dalla storia: nelle ultime stagioni la Dea sia capace di totalizzare più punti nel girone di ritorno. Il futuro però è a tinte fosche. Molto più nere che azzurre. Dodici giornate dopo la squadra di Gasperini è distante otto punti dal quarto posto e deve guardarsi le spalle per conservare il quinto. Ha vinto solo due partite, contro Udinese e Sampdoria ne ha pareggiate cinque e ne ha perse tre. E anche allargando il range alle ultime 25 partite di campionato la Dea è comunque da quinto posto dietro Juventus, Milan, Inter e Napoli. Qualcosa evidentemente è successo.

Certamente, vi sono degli alibi. L'infortunio di Zapata ha privato Gasperini di un terminale offensivo importante anche per i meccanismi di gioco e non solo per le qualità realizzative. Ha perso anche Ilicic e non ha avuto a disposizione per molto tempo Hateboer. E la società, in questo senso,  non ha fatto nulla per prevenire. Troppo ottimismo: Zapata è insostituibile, ma l'unica vera alternativa alla punta di ruolo, seppur ancora molto giovane, era Piccoli. Ed è stato lasciato andare, esattamente come Gosens ceduto frettolosamente all'Inter. In entrambi i casi, senza trovare sostituti all'altezza. E anche prima, nella finestra di mercato estiva, le operazioni non è che abbiano creato questo plusvalore tecnico. Romero - Demiral è un affare dal punto di vista economico più che tecnico. L'arrivo di Musso non ha spostato più di tanto gli equilibri fra i pali. E Boga è sinora l'ombra del calciatore ammirato (ad intermittenza) al Sassuolo.

Appare dunque evidente che la Dea, da provinciale, seppur straordinaria, abbaia agito come tale. Impossibile trattenere i pezzi pregiati, si è provato a mantenere l'intelaiatura base della squadra contando sul lavoro di Gasperini e le qualità dei neo arrivati. Nel delicatissimo ingranaggio, però, si sono intromesse alcune carte di "imprevisti" e "probabilità" che hanno fatto saltare il banco.