Rapinoe e il Covid-19: “Negli Stati Uniti stiamo gestendo la crisi nel modo peggiore possibile”.

La calciatrice, come spesso le capita, non rilascia mai dichiarazioni banali.

di Redazione Il Posticipo

Megan Rapinoe torna parlare. E, soprattutto, a farsi sentire. La calciatrice statunitense, migliore al mondo nel 2019, ha rilasciato una intervista al Le Soir affrontando diverse tematiche. La giocatrice, capitano della squadra di calcio femminile degli Stati Uniti campione del mondo in carica,si prepara a tornare in campo fissando diversi obiettivi:  in primis, la caccia alla medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Tokyo di questa estate. Non solo calcio, ovviamente. La due volte campionessa del mondo  è anche molto attiva nella difesa dei diritti delle donne, nella lotta al razzismo e alle ingiustizie sociali. In questo caso, ha posto l’accento sulla gestione dell’emergenza covid-19 assumendo un atteggiamento estremamente critico.

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

FRUSTRAZIONE – La Rapinoe, come molte sue colleghe, attende di tornare in campo. E conta i giorni che la separano dal ritorno alla normalità. “È frustrante, come giocatore, non essere in grado di scendere in campo, ma con tutto quello che sta succedendo, onestamente, non mi sento a mio agio a giocare di nuovo. Anche perché qui negli Stati Uniti stiamo gestendo la crisi nel modo più terribile possibile”.

RABBIA – La bolla NBA ha funzionato. Sport più ricchi rispetto al calcio femminile come sottolinea la 35enne. “Le leghe maschili possono permettersi di noleggiare dei voli charter per i loro viaggi. È molto diverso da parte in ambito femminile,  dove le atlete devono utilizzare  voli commerciali, non avendo i mezzi per fare altrimenti. Ma la gestione peggiore è nei college. È un disastro e per gli studenti è anche peggio, perché si gioca nella consapevolezza di non essere pagati. Gli atleti professionisti hanno almeno la possibilità di scelta. I ragazzi del college devono invece continuare per forza”.

RIPRESA – Megan Rapinoe non gioca dallo scorso marzo. L’obiettivo più realistico è riprendere a inizio gennaio per prepararsi ai Giochi Olimpici con l’obiettivo di vincere un secondo titolo olimpico dopo quello del 2012. “Sono arrivato a un punto in cui devo rigiocare. Da quello che ho sentito, i ritiri della nazionale sembrano davvero buoni in termini di sicurezza e tutti si sentono bene. Non c’è stato ancora un caso accertato di positività al covid. E tutto questo mi rassicura”.

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