Rapinoe campionessa senza peli sulla lingua. E per questo senza fascia?

Rapinoe campionessa senza peli sulla lingua. E per questo senza fascia?

L’attaccante continua a far parlare di sé dentro e fuori dal campo. Megan Rapinoe ha steso la Francia ai quarti con una doppietta e la fischio finale si è lasciata andare ponendo l’attenzione sui temi che le stanno più a cuore, cioè l’omosessualità e Trump.

di Redazione Il Posticipo

Megan Rapinoe trascina gli Stati Uniti in semifinale al Mondiale femminile con una strepitosa doppietta e continua le sue battaglie anche fuori dal campo. La giocatrice sta sfruttando la vetrina della Coppa del Mondo per manifestare il suo supporto alla causa degli atleti omosessuali. Contro la Francia però la Rapinoe, come fatto notare dal Mundo Deportivo, è scesa in campo senza la fascia da capitano: le sono costate care le parole contro Donald Trump?

SOSTEGNO AI GAY“Andiamo gay!”: con questo grido la giocatrice Rapinoe ha sorpreso i giornalisti in zona mista dopo il successo contro la Francia per 2-1 nei quarti di finale della Coppa del Mondo femminile. L’attaccante ha approfittato della vittoria contro le padrone di casa per far passare un messaggio che va oltre il calcio: “Non è possibile vincere un torneo senza gay in squadra, non è mai stato fatto. Mi motiva la gente che combatte come me per ottenere le stesse cose. Ottengo più energia da questo che dai momenti in cui discuto con quelli che odiano gli altri. Essere omosessuali durante il mese del gay pride al Mondiale è bello”. La Rapinoe è fidanzata con la cestista americana Sue Bird dal 2017 e combatte per difendere i diritti della comunità LGTBI+ da molto tempo. E che non le piaccia il presidente Trump non è un mistero…

TRAMP REPLICA – Nelle scorse settimane la Rapinoe ha parlato così del presidente Trump: “Non ho intenzione di rispondere all’invito alla Casa Bianca qualora dovessimo vincere il Mondiale”. Questa dichiarazione però non è piaciuta al presidente che ha replicato via Twitter: “Sono un grande fan della squadra di calcio femminile, ma Megan dovrebbe prima vincere e poi parlare. Finisca il suo lavoro! Non abbiamo invitato ancora Megan o la squadra, ma ora lo farò sia in caso di vittoria che di sconfitta. Megan non dovrebbe mancare di rispetto al nostro Paese, alla Casa Bianca o alla nostra bandiera dopo tutto quello che abbiamo fatto per lei e la squadra. Sia orgogliosa della bandiera che indossa”. Una polemica infinita. Secondo quanto riportato da Infobae, la giocatrice ha deciso di non cantare l’inno per manifestare il suo sostegno nei confronti del giocatore di football americano Colin Kaepernick, rimasto seduto in passato durante l’esecuzione dell’inno per denunciare gli abusi della polizia contro le persone di colore.

SENZA FASCIA – La Rapinoe va avanti per la sua strada, ma rischia di aver pagato l’attacco a Trump: la giocatrice ha perso la fascia da capitano, finita sul braccio di Alex Morgan contro la Francia. Sul campo però la Rapinoe continua però a fare la differenza con e senza fascia: ne sanno qualcosa le padrone di casa, eliminate dalla sua doppietta. Tra il disprezzo dimostrato nei confronti della Casa Bianca e dell’inno, l’attaccante non si è di certo messa nella posizione più agevole per continuare a guidare gli Stati Uniti. Ma se dovesse decidere anche la finale come andrebbe a finire?

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