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Ranieri: “Non era facile venire a capo della partita. Coronavirus? Si faccia chiarezza, altrimenti non si capisce nulla…”

Una vittoria sofferta quella della Sampdoria. Ranieri batte il Verona che non perdeva da nove giornate.

Redazione Il Posticipo

Una vittoria sofferta quella della Sampdoria. Ranieri batte il Verona che non perdeva da nove giornate e allarga la zona salvezza, lasciandosi, nel contempo, alle spalle la zona caldissima della classifica.

CARATTERE - Sofferenza, ma anche tanto carattere. Ranieri parla su Sky della sfida vinta in rimonta. Decisivo, ancora una volta, Quagliarella. Una doppietta fondamentale, per un giocatore infinito. "Il Verona gioca bene, ti pressa, non è facile venirne a capo. Ho parlato a lungo con Quagliarella, sono cose nostre di calcio, niente di che. Il bello del gioco è il gol, è importante creare occasioni ma serve anche chi le metta dentro. Fabio sta ritrovando la sua vena realizzativa. Si allena bene è determinato, doveva uscir fuori prima o poi". La squadra però continua a giocare sempre sotto ritmo. "La sfida è cambiata quando mi sono messo a cinque anche io. Abbiamo preso un'alta immagine in campo".

CORONAVIRUS - Atmosfera surreale che rende ancora più importante il conseguimento dei tre punti. "Oggi non c'erano i tifosi, avete sentito tutto quello che dico... è una partita surreale. Questo è dobbiamo farlo, andiamo avanti fino a che si può". I calciatori hanno vissuto il tutto con grande senso di responsabilità. Sfida emozionale anche senza il pubblico. "Difficile preparare due volte le partite senza giocarle, tenere le partite sotto intensità non è facile. I ragazzi mi hanno chiesto più volte cosa fare, se la partita si doveva giocare. Personalmente, io faccio l'allenatore, gli altri pensano ciò che fare con chiarezza, perché se no non si capisce più niente".