Ranieri e Leicester City, un anno dopo: una congiura che fa ancora male

La favola di Claudio Ranieri e del Leicester City si è conclusa ormai da un anno. Sebbene l’immagine degli outsider che alzano la coppa sia indelebile, anche la cicatrice per la pugnalata sulla schiena di King Claudio brucia ancora.

di Riccardo Stefani

Sono sempre poche le persone che non si accontentano del “… e vissero tutti felici e contenti”, però queste sono quelle che danno quel tocco di creatività e colore al nostro mondo. Coloro che non si sono rassegnati ad un “the end” posto malamente alla fine d’una pellicola o d’un libro: si pensi a George Lucas e al suo Star Wars o al mago più amato del mondo partorito dalla mano di Joanne K. Rowling. Perché in fondo quello che è stato creato non può finire così, ha preso vita e le persone vogliono sapere come questa continuerà. Allo stesso modo gli appassionati di calcio non amano ricordare l’ultima pagina della bella favola di Ranieri a Leicester: quel tutto fuorché lieto fine di un re buono pugnalato dai congiuranti dello spogliatoio. In un certo senso c’era da aspettarselo visto il capolavoro di street art dedicatogli: King Claudio con la corona d’alloro dorata e l’epigrafe “veni vidi vici”. La pugnalata, almeno una, era d’obbligo.

UNA VICENDA ELISABETTIANA: EQUIVOCI, OMONIMIE, INTRIGHI

Dopo la favola, dopo aver sollevato la coppa, dopo tutto, Ranieri inizia male la stagione perdendo 2-1 contro i Red Devils nello scontro che sarebbe valso alle Foxes il secondo titolo: il Community Shield. Fox, in questo caso può richiamare la commedia elisabettiana Volpone di Ben Johnson in cui per avarizia (di titoli, in questo caso) il protagonista fa chiamare a sé i suoi più devoti conoscenti per stabilire a chi spetterà il lascito. Tra un intrigo, un tranello una bugia, all’avaro Volpone vengono confiscati tutti i beni. Probabilmente, dietro a tutto ciò c’è un appassionato di teatro perché, neanche a farlo apposta, il successore di Ranieri sulla panchina delle Foxes si chiamerà Shakespeare. Craig, non William, ma poco importa. Da secondo a traghettatore, fino alla panchina a tempo pieno. Ma anche con lui il finale sarà tragico come quello del (guarda caso) Giulio Cesare dell’omonimo autore.

LE SORTI DI CESARE CLAUDIO…

Dopo qualche momento di tensione, anche con la burocrazia calcistica francese, Claudio Ranieri trova posto sulla panchina del Nantes dove allena tutt’ora, nonostante le sviolinate alla FIGC che fanno intendere in maniera anche abbastanza palese che chiederebbe ai francesi di lasciarlo partire in caso di chiamata per guidare gli azzurri. Ma per il resto, niente paura: penalizzato dalla differenza reti (0) è al sesto posto sotto al Montpellier a pari punti (39).

…E QUELLE DEL LEICESTER

Lo scorso anno Shakespeare è riuscito a risollevare la squadra dal ciglio della zona retrocessione traghettando Mahrez e compagni solo fino ad otto gradini dall’ultimo posto, ma anche lui in questa stagione è stato sfiduciato dai…senatori. E se oggi Ranieri col Nantes è sesto in Ligue 1, le Foxes sono settime in Premier League, con Claude Puel in panchina, francese come la nuova destinazione di King Claudio nonché (quasi) omonimo. Sembra parlare di una coppia di amici che si son lasciati (male) e stazionano nella fase delle ripicche. In ogni caso, non si vince da quattro turni, da quando ci si è imposti per due reti a zero sul Watford perdendo poi contro Everton e City e pareggiando con Swansea e Stoke, guarda caso, le altre due sorprese nell’anno della scalata di Ranieri.

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