Ramsey e il mondo Juve: “Szczesny voleva una commissione sul mio trasferimento! CR7 è sempre il migliore, Agnelli è molto presente e dà l’esempio”

Un amico già in squadra, tanti compagni nuovi da conoscere, un paese e una lingua a cui adattarsi. Non deve essere stato facile per Aaron Ramsey arrivare alla Juventus. Il centrocampista bianconero racconta il suo primo impatto con la realtà juventina e regala anche qualche aneddoto sui calciatori di Sarri.

di Redazione Il Posticipo

Un amico già in squadra, tanti compagni nuovi da conoscere, un paese e una lingua a cui adattarsi. Non deve essere stato facile per Aaron Ramsey arrivare alla Juventus, anche se il gallese sapeva benissimo che avrebbe giocato in uno dei migliori club d’Europa. In un’intervista a The Athletic, il centrocampista bianconero racconta il suo primo impatto con la realtà juventina e regala anche qualche aneddoto sui calciatori di Sarri.

COMPAGNI – Come per esempio un volto conosciuto, quello del portiere della Juventus. Che ha aiutato a mandare avanti l’affare… “Szczesny era il mio uomo per le informazioni dall’interno. È alla Juventus da un po’ di tempo, quindi conosce perfettamente il club. Aveva solo cose buone da dirmi al riguardo. E scherzando mi diceva che voleva una commissione!”. Tra quelli che invece Ramsey ha incontrato per la prima volta c’è la Joya. “Dybala è incredibile. È bravissimo e alcune cose che fa in allenamento o in partita lasciano davvero senza fiato”. E poi, neanche a dirlo, CR7…  “È sempre il solito Cristiano Ronaldo, uno dei migliori giocatori della storia. Non ci sono dubbi sul suo impegno, sia in campo che fuori. È sempre il primo ad arrivare in palestra e vuole vincere ogni singola partita. Segna tantissimo, soprattutto gol importanti”.

LA LINGUA – Uno dei problemi maggiori per i britannici che arrivano in Italia è la lingua. Ma il gallese sente che sta migliorando… “Adesso capisco molto di più l’italiano. Comprendo la struttura delle frasi e il mondo in cui funzionano. Ho bisogno di imparare più parole, perchè il mio vocabolario è ancora un po’ limitato”. Magari per fare due chiacchiere con il presidente, sempre molto presente. “Andrea Agnelli viene quasi tutti i giorni, se non tutti i giorni, a parlare con noi o semplicemente a prendere un caffè. Un presidente fa così, dà l’esempio a tutti e mostra che siamo tutti sulla stessa barca”.

LA TATTICA – E poi l’adattamento al campionato italiano va a gonfie vele. “La tattica qui in Italia rappresenta un qualcosa di molto importante. La maggior parte degli allenamenti la passiamo facendo una sorta di lavoro tattico in preparazione alla successiva partita. In Premier League si gioca di più da un’area all’altra, più libera in attacco e probabilmente ci sono più spazi da sfruttare. Qui molte squadre, soprattutto contro le grandi, si difendono più basse. Devi avere molta più pazienza e devi cercare di girare il pallone più velocemente in certe aree per mettere gli avversari fuori posizione”. Visti i risultati, la squadra di Sarri ci riesce eccome…

 

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