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Rami si sente in trappola in Russia: “Tornare in Francia è complicato. Mi mancano i miei figli ma rischierei di non poter più giocare…”

Molti calciatori si sono mossi per allontanarsi da nazioni come l'Italia o la Spagna, dove i contagi sono tantissimi. Ma c'è anche chi ha il problema opposto, cioè giocare in un paese in cui la situazione sembra essere sotto controllo e voler...

Redazione Il Posticipo

Calcio fermo causa coronavirus, rotte internazionali affollate di calciatori che tornano nei loro paesi di origine. Molti si sono mossi per allontanarsi da nazioni come l'Italia o la Spagna, dove i contagi sono tantissimi. Ma c'è anche chi ha il problema opposto, cioè giocare in un paese in cui la situazione sembra essere sotto controllo e voler tornare a casa, sapendo però che si tratta di una scelta rischiosa. È il caso dell'ex milanista Adil Rami, attualmente in Russia con il Sochi. Da quelle parti, come spiega a RMCSport, non ci sono troppi problemi, ma il cruccio del campione del mondo 2018 è quello di non poter prendere il volo e rivedere i suoi figli in Francia.

RUSSIA - In Russia hanno interrotto le attività calcistiche, ma Rami racconta di una situazione abbastanza tranquilla. "Il campionato è sospeso, è stato fermato e personalmente penso che questa cosa durerà più tempo di quanto ci si aspetta. Da parte mia io ascolto i dottori, ho avuto la possibilità di giocare d'anticipo e prendere precauzioni per proteggermi. Qui a Sochi non ci sono quarantene e isolamenti, anche se il club ci ha consigliato di evitare i posti troppo affollati". Dunque, livello di allerta minimo, con precauzioni sanitarie da prendere e qualche consiglio figlio del buon senso.

TORNARE - Non proprio la situazione che si vive in Francia, dove i contagi aumentano di ora in ora. E tornare adesso, spiega Rami, sarebbe un rischio troppo grande. Il che lo fa sentire un po' in trappola... "Il problema che ho io è che qui tutti quanti escono, vivono la loro vita, ma tornare in Francia è complicato. Io ho un contratto con il Sochi e ho 34 anni, non si sa mai cosa può succedere viaggiando. In Francia ci sono persone in quarantena ovunque e ho paura che tornando rischierei di non poter ricominciare a giocare a calcio. È una situazione complicata. Mi mancano i miei figli, ma devo aspettare. Devo essere paziente e vedere come si evolve la situazione". Un po' quello che devono fare tutti in questo momento complicato...