Raiola: “Haaland può andare in dieci club, e quattro sono in Premier. Io non influenzo il mercato faccio solo gli interessi dei calciatori”

L’agente ha affrontato diversi temi.

di Redazione Il Posticipo

Mino Raiola, Haaland, Pogba, la FIFA e le polemiche. Il potentissimo agente ha rilasciato una lunga intervista alla BBC ed ha abbracciato diversi argomenti. Dalle commissioni per la compravendita dei calciatori sino al possibile futuro dei pezzi più pregiati della sua scuderia.

HAALAND  – Il calciomercato attraversa una crisi senza precedenti, causa Covid -19 ma Raiola non ritiene che le commissioni degli agenti ne risentiranno. “Non credo ci saranno grossi ridimensionamenti anche perché i talenti straordinari saranno comunque pagati tantissimo”. E tra questi c’è Haaland, destinato ad essere ceduto a prezzi a nove cifre. In questa ottica Raiola dà un primo indizio sul futuro. “È ovvio che tutti guardano Erling come una di quelle potenziali nuove stelle future, anche perché è difficile trovare qualcuno al suo livello a quella età. Sarà uno dei protagonisti del prossimo decennio, ai livelli di Ibrahimovic, Ronaldo e Messi. Fra l’altro siamo in un periodo in cui in tanti guardano alla nuova generazione”. Un sogno ristretto a pochi eletti, l’attaccante norvegese. “Solo un massimo di 10 club possono permettersi di acquistare Haaland e quattro giocano in Premier”.

POGBA – Raiola è più abbottonato con Pogba. “Sono spesso contestato ma esprimo solo una opinione. Ho solo espresso un’opinione, non volevo creare problemi e non credo di destabilizzare nessuno. Lo United sta disputando una stagione fantastica e non credo che grandi giocatori come Pogba o un tecnico come Soslkjaer, che ha vinto tutto nella sua vita, siano destabilizzati da quello che dice Mino Raiola. Non ne parlo più. Io ho solo un compito, lavorare per soddisfare le esigenze dei miei clienti che sono i miei giocatori. In Inghilterra mi dicono che sono un pessimo agente, ma se lo fossi i miei giocatori non sarebbero contenti di me. In realtà non ho alcun potere né influenza. Il mio lavoro consiste nel realizzare il miglior affare possibile per i miei assistiti. E fornirgli un’intera gamma di servizi che la gente non conosce nemmeno. E credo che la FIFA abbia attaccato gli agenti per nascondere i propri problemi”.

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