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Raiola, attacco frontale alla FIFA: “Fanno come Trump, creano problemi per distrarre la gente. Siamo strapagati? I tifosi non la pensano così”

Tra Mino Raiola, Jorge Mendes e Jonathan Barnett sono rappresentati calciatori per oltre un miliardo di euro. Normale dunque che gli Stati Generali di chi cura gli interessi i giocatori siano visti come l'inizio di un braccio di ferro....

Redazione Il Posticipo

La cena dei super agenti scuote il mondo del calcio. Tra Mino Raiola, Jorge Mendes e Jonathan Barnett sono rappresentati calciatori per oltre un miliardo di euro. Normale dunque che gli Stati Generali di chi cura gli interessi dei giocatori (o almeno, dei tre elementi più in vista e più influenti) siano visti come l'inizio di un braccio di ferro. L'avversario è la FIFA, che intende porre un tetto ai guadagni degli intermediari quando si parla di trasferimenti. E all'uscita dell'incontro è Mino Raiola che, come riporta Goal, prende la parola e spiega la questione. Anche con paragoni...particolari.

GUERRA MEDIATICA - "È stato un incontro molto positivo, sono successe cose importanti. Ci siamo messi d'accordo che per noi parlerà solo una persona, Mel Stein. La FIFA ci ascolterà? Sì, perchè alla fine l'ingiustizia perde sempre, basta vedere le due guerre mondiali e tutte le altre che sono state combattute per la libertà". La libertà di ottenere dagli accordi qualsiasi cifra, questione che alla FIFA non sta bene. I tifosi, però, non vedono il problema, almeno secondo Raiola. "Voi dite che la gente pensa che noi agenti siamo strapagati, ma non è così. Questo è quello che la FIFA vuole farvi credere. Non penso che i tifosi intelligenti la vedano così. E un giornalista intelligente capirebbe che c'è una guerra mediatica contro noi agenti. Perchè attaccare noi quando ci sono altre aree che crescono nel calcio? La gente non è stupida, capisce che la FIFA alza il costo dei biglietti di mondiali ogni anno del 25%. E poi esce fuori che chi vive nel paese organizzatore non va allo stadio".

TRUMP - Muro contro muro contro la federazione internazionale, dunque. E Raiola non si tira indietro, anzi, va all'attacco e tira in ballo...Trump. "Non capisco perchè alla FIFA vogliono che tutti i soldi dei trasferimenti vadano a una banca gestita da loro. È solo questione di potere, il fatto è che la FIFA deve ottenere qualche vittoria. Parliamo di un'organizzazione in cui il vice presidente viene arrestato il giorno in cui eleggono il presidente. Fanno quello che Trump fa da una vita, se c'è un problema loro ne creano un altro, così il problema non sono più loro. Ma indebolire noi significa indebolire i calciatori. Però viviamo in paesi che sono ben regolati da leggi. E c'è persino una legge contro i monopoli, legge che la FIFA non rispetta". Parole pesanti. E se c'è un accordo da raggiungere, bisognerà lavorare molto a fondo...