calcio

Raccattapalle, i piccoli aiutanti senza Babbo Natale

Al di là delle ipocrisie, è evidente che i raccattapalle siano parte integrante del pacchetto dei fattori a favore di chi gioca in casa, assieme alla cura del campo e alla presenza dei propri tifosi.

Francesco Cavallini

Chiunque, ahilui, si sia imbattuto in una delle tante divertenti polemiche che hanno seguito il derby di Roma, avrà notato che uno dei motivi del contendere in questa stagione è stata la lentezza dei raccattapalle che, secondo i tifosi della Lazio, avrebbe favorito la Roma nel mantenere il vantaggio minimo fino al novantesimo ed oltre. Evitando scomode ipocrisie, ci si rende facilmente conto di come i ragazzi deputati a lanciare sempre nuovi palloni ai calciatori siano parte del pacchetto dei fattori a favore di chi gioca in casa, assieme alla cura del campo e alla presenza dei propri tifosi.

Hazard, il raccattapalle e un cartellino rosso

Sin dagli anni Settanta infatti i raccattapalle sono stati investiti di un compito molto importante. Decidere il ritmo del match. Una tattica di cui il pioniere, neanche a dirlo, è stato Don Revie, manager del Leeds degli anni Sessanta e Settanta (il celeberrimo Dirty Leeds), che aveva istruito a dovere i ragazzini attorno al campo. Palla subito con il Leeds in svantaggio, con molta calma con i bianchi sopra di almeno una rete. Nulla di nuovo quindi, anche considerando, ad esempio, un episodio di qualche anno fa, in cui un povero raccattapalle, colpevole di aver ritardato la ripresa del gioco, si è preso un bel calcione da un nervosissimo Hazard, che tra l'altro è stato anche giustamente espulso.

Un pallone restituito un po' troppo velocemente

Tutt'altra rapidità ha avuto invece un raccattapalle del Tottenham che in un match di Coppa UEFA contro l'Anorthosis Famagosta forse ha restituito il pallone troppo in fretta ai ciprioti. Ad una velocità di circa sessanta chilometri all'ora, colpendo in pieno un calciatore ospite...sì, esattamente lì. Per l'ilarità generale del pubblico e per una perdita di tempo molto più consistente di quella che avrebbe causato ritardando la consegna. Tornando al ragazzino colpito da Hazard, forse avrebbe dovuto imparare qualcosa da un suo collega brasiliano. Anzi, ripensandoci, decisamente meglio di no.

Barre di ferro e gol fantasma

Il raccattapalle in questione infatti, proprio non ne voleva sapere di restituire la sfera a Marcao, portiere del Botafogo, ospite sul campo del Comercial. L'estremo difensore, spazientito, ha deciso di fare da sè, ricevendo in cambio una bella botta sulla schiena con un barra di ferro proprio dal ragazzo, che evidentemente alla vittoria della sua squadra ci teneva davvero molto. In Brasile comunque è quasi la norma che i piccoli aiutanti (o guastafeste) partecipino alle fortune o alle sfortune di chi gioca in casa. Sono pressochè infiniti (e ormai ben documentati da migliaia di video su Youtube) i casi in cui i raccattapalle si avventano su calciatori lanciati a rete, impedendogli di segnare. Per non parlare delle simpatiche canaglie che si appostano dietro i pali delle porte, pronti a ricalciare fulmineamente in campo palloni finiti in rete, traendo spesso e volentieri in inganno l'arbitro.

In conclusione, meglio non lamentarsi quindi di qualche pallone restituito con troppa flemma. Come sempre, quando qualcosa non va, basta pensare che in fondo potrebbe andare anche peggio.

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