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Iran, Queiroz: “Troppa pressione sui ragazzi. Un giorno eroi nazionali, un altro minacciati di morte”

Iran, Queiroz: “Troppa pressione sui ragazzi. Un giorno eroi nazionali, un altro minacciati di morte” - immagine 1
Un mondiale assai complicato per il Team Melli, dentro e fuori dal campo.

Redazione Il Posticipo

Un mondiale complicato quello dell'Iran. Dentro e fuori dal campo. Era prevedibile, è stato confermato dalle parole del commissario tecnico portoghese Carlos Queiroz. L'allenatore che ha guidato il Team Melli ha tracciato un bilancio dell'esperienza in Qatar ai microfoni di Cadena SER dopo l'eliminazione.

ALTALENA

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Un mondiale vissuto in altalena. Non è stato piacevole per i giocatori e neanche per un tecnico dalla navigata esperienza come il portoghese. "Siamo partiti per il Qatar con l'intenzione di dare una immagine diversa e regalare serenità al popolo iraniano. Sono dei ragazzi molto giovani, non possono reggere questa pressione. Un giorno sono stati eroi nazionali, quello dopo dei ricercati da uccidere. In tanti hanno ricevuto delle minacce di morte anche su Instagram. Adesso che il sogno è finito sono comunque molto orgoglioso di questi ragazzi. Hanno dimostrato carattere, coraggio e determinazione. Adesso la vita va avanti, per tutti sarà il momento di rituffarsi nei campionati locali. Non ho alcuna intenzione di approfondire ulteriormente altri tipi di argomenti anzi mi congratulo con gli USA e gli auguro di fare tanta strada in questo mondiale".

CALCIO

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Il commissario tecnico ha anche analizzato i 270' giocati in questo girone dal punto di vista calcistico. All'Iran è mancato il gol. Tesi sostenuta dai numeri e sposata dal CT portoghese. "Nel complesso penso che avremmo anche potuto qualificarci senza che nessuno gridasse allo scandalo. La sfida decisiva contro gli USA è stata a due volti. Nel primo tempo la squadra ha subito la velocità e l'intensità degli avversari. Nel secondo invece i ragazzi hanno reagito alla grande allo svantaggio, creando in diverse occasioni i presupposti per il pareggio ma non ci siamo riusciti. L'unica differenza fra le due squadre è stata nella capacità di concretizzare in gol la mole di gioco. Probabilmente il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto rispetto a quanto ha proposto il campo ma in questo sport non conta la giustizia e non si gioca con i se né con i ma e neanche con il condizionale. Il calcio ha una sola legge, punisce chi non segna. Gli USA ci sono riusciti e hanno festeggiato l'ingresso agli ottavi di finale".