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Quando nessuno…voleva Van Dijk: “Dicevo a tutti ‘compratelo’, ma avevano sempre una scusa per non farlo…”

BIRMINGHAM, ENGLAND - OCTOBER 04: Virgil van Dijk of Liverpool reacts after Aston Villa score their 7th goal during the Premier League match between Aston Villa and Liverpool at Villa Park on October 04, 2020 in Birmingham, England. Sporting stadiums around the UK remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Peter Powell - Pool/Getty Images)

Fisico impressionante, tenuta mentale, piede delicato, leadership: non c'è nulla che manchi al tulipano nella lista del prototipo del difensore perfetto. Eppure, ai tempi del Celtic, le grandi squadre non erano convintissime...

Redazione Il Posticipo

La storia del Pallone d'Oro dimostra che è sempre abbastanza complicato per un difensore provare a vincerlo. Eppure negli ultimi anni c'è chi ci è andato vicino: Virgil van Dijk. Il centrale olandese del Liverpool è arrivato a una manciata di voti da Leo Messi nell'edizione 2019, confermandosi il migliore al mondo nel suo ruolo. Fisico impressionante, tenuta mentale, piede delicato, leadership: non c'è nulla che manchi al tulipano nella lista del prototipo del difensore perfetto. Eppure, ai tempi del Celtic, le grandi squadre non erano convintissime della bontà delle sue prestazioni. A raccontarlo è David Moss, capo del dipartimento di scouting del club di Glasgow, a Goal. L'ex osservatore biancoverde spiega che molti chiamavano per Virgil, ma poi non si concretizzava mai nulla...

GIÁ PRONTO - "Van Dijk lo abbiamo preso dal Groningen in Olanda. La compravendita dei calciatori era l'unico modo in cui potessimo fare qualche soldo, quindi cercavamo giocatori che potevamo rivendere dopo due o tre stagioni in Premier League. E direi che è andata bene sia per noi che per loro". Vero, ma non è un grande club a portarselo a casa, bensì il Southampton. Una tappa intermedia che secondo Moss non era per nulla necessaria. "Tutti al Celtic credevamo in lui, ma un sacco di gente nel mondo del calcio no. Per me, non aveva bisogno di andare al Southampton, era già pronto per passare dal Celtic a una big. Ma nessuno è stato abbastanza coraggioso da acquistarlo".

SCUSE - E dire che i grandi club lo cercavano eccome! "Quando era al Celtic, il numero delle squadre di Premier League che mi telefonava chiedendo di lui era impressionante. E io dicevo a tutti la stessa cosa: 'È come un uomo che gioca a calcio con dei bambini, si vede lontano un miglio. Compratelo, non pensateci neanche'. Era veloce, vinceva tutti i contrasti di testa e gli uno-contro-uno, faceva passaggi da 40 metri con entrambi i piedi e segnava persino i calci di punizione. Ma, incredibilmente, continuavo ad ascoltare scuse per non prenderlo. C'era chi parlava delle sue prestazioni in Champions, ma anche chi diceva che essere così dominante in Scozia non contava nulla. La gente non mi ascoltava". Alla fine, però, il Southampton prima e il Liverpool poi in Virgil ci hanno creduto. E i risultati parlano per loro...