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Quando Juventus-Inter lasciò di… sasso i bianconeri e regalò lo scudetto alla Roma

Il 1 maggio del 1983 una partita tra Juventus e Inter è decisiva per lo scudetto della...Roma. Un match giocato sul campo e finito in tribunale...

Redazione Il Posticipo

Juventus-Inter, vista con occhi neutrali, è attesa soprattutto per capire quale sarà l'ennesima polemica che dividerà ancora di più questi mondi, destinati a incrociarsi due volte l'anno (massimo tre o quattro, se c'è di mezzo qualche coppa)  per poi riprendere le loro traiettorie parallele destinante a non toccarsi mai. Fra i tanti episodi clamorosi c'è anche un'altra partita, meno nota, ma ugualmente decisiva per le sorti dello Scudetto.

1983 

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Corre l'anno 1983, il derby d'Italia vale più per i bianconeri, impegnati ad inseguire la Roma, che per i nerazzurri che comunque vedrebbero di buon occhio lo scudetto giallorosso. Per la serie. Il nemico del mio nemico è mio amico.  Come previsto, Juventus-Inter regala spettacolo ed emozioni: una doppietta di Platini e un gol di Bettega non sono sufficienti alla Signora per portare a casa i due punti, perché i nerazzurri trovano il 3-3 grazie alle reti di Altobelli, Oriali e Muller. Nel frattempo, la ventottesima giornata mette di fronte anche la Roma e l'Avellino. I giallorossi compiono il loro dovere regolando 2-0 gli irpini e la Juventus non va oltre il pari. Un risultato che consegna, di fatto, lo scudetto alla squadra di Liedholm, a cui sarà sufficiente un punto nelle ultime due partite.

SASSO 

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 Il risultato però non è immediatamente omologato dalla giustizia sportiva. Molto, se non tutto, dipende da quanto accade prima del calcio d'inizio, quando un gruppo di tifosi bianconeri assale il pullman che porta l'Inter al Comunale. Un sasso frantuma il vetro del torpedone e il nerazzurro Marini rimane leggermente ferito, quanto basta per non poter scendere in campo. O, per  i più maliziosi, per appellarsi alla sconfitta a tavolino. Allora la vittoria valeva due punti. E la trasferta di Torino, storicamente, non è mai stata foriera di soddisfazioni per i nerazzurri. La società presenta il proprio reclamo. E puntualmente la CAF assegna la vittoria ai nerazzurri. Divampano le polemiche. E si spengono anche perché lo scudetto non va né a Milano né a Torino ma è solo questione di tempo. La brace cova, per poi riaccendersi qualche anno dopo. E ricominciare ad incendiare una delle sfide più sentite del calcio italiano.