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Qatar 2022, primo stadio smantellato: addio al “974” e possibile appuntamento al 2030…

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Lo studio della Fifa ha valutato tre diversi scenari per il futuro dello Stadio 974, in cui viene riutilizzato una, due o tre volte in una serie di location diverse.

Redazione Il Posticipo

Qatar 2022, addio al primo stadio. Il "974" infrastruttura costruita con i container che prende il nome dal prefisso internazionale del Qatar e dal numero di elementi utilizzati per la sua realizzazione, va già in pensione. Ha ospitato sette partite della kermesse. E la BBC ha fatto chiarezza sul futuro dell'impianto.

SOSTENIBILE

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La struttura, formata da 44089 posti  sul lungomare di Doha, è composta da moduli in acciaio e container. Ed è stata considerata come fiore all'occhiello della sostenibilità e come parte del suo impegno a realizzare la prima Coppa del mondo a emissioni zero. Il 974 era l'unico stadio costruito senza aria condizionata, quindi ha ospitato solo partite serali e l'utilizzo di container e acciaio riciclato ha contribuito a ridurre i rifiuti generati e i tempi di costruzione rispetto alle altre nuove sedi. Il tutto per evitare di costruire un "elefante bianco", ovvero un qualcosa di inutilizzato o raramente utilizzato dopo un torneo, come dimostrato dopo i tre precedenti Mondiali in Russia, Brasile e Sud Africa. E in questo senso anche un rapporto commissionato dalla Fifa e fornito da esperti di riduzione delle emissioni ha sottolineato tale vantaggio. E ha aggiunto che questa innovazione potrebbe consentire la costruzione di stadi in luoghi più centrali e "facilmente accessibili" all'interno delle città.

FUTURO

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E il futuro? Lo studio della Fifa ha valutato tre diversi scenari per quel che sarà dello Stadio 974. Potrà essere riutilizzato una, due o tre volte in una serie di location diverse. Se lo stadio temporaneo sarà riutilizzato una sola volta, deve essere trasferito entro una distanza totale di viaggio via mare e su strada di 7.033 km. Cifra che sale a 40.118 km complessivi per due riutilizzi e tocca quota 72.616 km per tre. Il che significa un possibile invio in quasi ogni parte del mondo. L'idea è di inviarlo in Uruguay per avere una struttura in più da presentare in vista della candidatura ai mondiali 2030 che la Federcalcio sudamericana proporrà in collaborazione con Cile e Paraguay per la Coppa del Mondo 2030. Per la cronaca, l'Uruguay si trova a circa 13.000 km da Doha, quindi se venisse spostato lì, potrebbe essere riutilizzato nuovamente rispetto alla costruzione di nuovi stadi in qualsiasi luogo si giochi il prossimo mondiale.