PSG, Tuchel…sgonfia Kean: “Utile in partite di questo livello, ma con lo United ha avuto difficoltà. Non aspettiamoci troppo da lui”

Al Parco dei Principi è di nuovo la serata di un italiano. Ma in un Paris Saint-Germain che fa parecchio turnover non sono Verratti e Florenzi a brillare, ma Moise Kean. Per l’azzurro arriva una doppietta contro il Digione nel 4-0 dei parigini. E c’è di che essere soddisfatti. A meno di non chiamarsi Tuchel.

di Redazione Il Posticipo

Al Parco dei Principi è di nuovo la serata di un italiano. Ma in un Paris Saint-Germain che fa parecchio turnover in attesa della Champions League (soprattutto dopo aver perso all’esordio contro il Manchester United), non sono Verratti e Florenzi a brillare, ma Moise Kean. Il centravanti, in prestito dall’Everton, risolve praticamente da solo la partita contro il Digione, andando a segno due volte nella prima frazione di gioco nel giro di 23 minuti. Il match terminerà poi 4-0 con un’altra doppietta, quella di Mbappè, entrato nell’ultimo quarto d’ora proprio in sostituzione dell’ex juventino. Insomma, c’è di che essere soddisfatti. A meno di non chiamarsi Tuchel.

LIVELLO – Come riporta Goal, il tecnico tedesco in conferenza stampa getta acqua sul fuoco, spiegando che Kean può essere importante per la sua squadra, ma che non c’è certo da aspettarsi che risolva i match di cartello. “Porta intensità al nostro gioco, è la sua forza. Parliamo di un calciatore molto atletico. Sono felice che sia stato in grado di dimostrarlo contro il Nimes e contro il Digione. Contro il Manchester United per lui è stato complicato, parliamo di un altro livello. Ma Kean ha mostrato di poterci aiutare in partite come queste. Non possiamo aspettarci troppo da lui, all’Everton non giocava moltissimo. Deve continuare a migliorare”.

COMPLIMENTI – Forse non le parole che Kean si aspettava dopo le sue prime reti in Ligue 1 con la maglia del club francese, ma considerando che in una manciata di partite (al momento sette) ha già segnato quattro gol, pareggiando il suo rendimento nella passata stagione all’Everton, si può anche soprassedere. Tuchel, del resto, non è certo rinomato per le belle parole spese nei confronti dei suoi calciatori. Anzi, il tedesco difficilmente si lancia in complimenti, quindi già il fatto che l’azzurro possa essere importante per le partite non di cartello resta un fatto positivo. La domanda però è un’altra: Kean farà questo ragionamento o, come sarebbe anche comprensibile, ci rimarrà male?

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