PSG, a lezione di velocità da…Michael Johnson

PSG, a lezione di velocità da…Michael Johnson

In Francia il PSG vola spesso sul primo gradino del podio. Ma anche quando si vince è meglio non adagiarsi: l’imperativo è quello di cercare un miglioramento continuo. Come fare? Prendendo lezioni dai migliori.

di Redazione Il Posticipo

È vero. Arrivare secondi in campionato non è mai bello, si conoscono una serie di rimpianti che coloro che ci tengono alle spalle non sanno neanche cosa significhino; si notano facilmente i propri errori, le proprie carenze e i propri passi falsi. È anche vero che tutto questo agevola chi di dovere nell’analisi degli errori facilitandone anche la correzione. Mentre è più difficile per i vincitori spostare il focus dalle coppe riempite di champagne ed analizzare i propri limiti, perché vincere porta spesso l’illusione di essere perfetti ed imbattibili. A Parigi questo non accade. A Parigi la parola d’ordine è “miglioramento”. Così se si vuole migliorare in qualcosa, e le casse lo consentono, si chiama il massimo esperto e si chiede una consulenza. Si vuole implementare la velocità e la tecnica di corsa? Chiamiamo Michael Johnson.

VELOCITÁ – Per “velocità” in fisica si intende il tasso di cambiamento di posizione di un corpo nello spazio, e si calcola quindi con il rapporto tra distanza percorsa e tempo impiegato. In atletica, la formula della velocità ha un nome e un cognome: Michael Johnson, otto volte campione mondiale e quattro ori olimpici. Insomma, non proprio l’ultimo arrivato in materia di velocità. Lo statunitense, che il prossimo settembre compirà cinquantuno anni, ha accettato l’incarico da parte del club della capitale transalpina di studiare ed impartire consigli su come migliorare le tecniche di corsa di alcuni giocatori. Tra i destinatari di queste ripetizioni private troviamo Timothy Weah, figlio dell’ex campione del Milan nonché presidente della Liberia George, la centrocampista della squadra femminile Grace Geyoro e il nostro Marco Verratti.

LA SESSIONE – L’ex campione statunitense ha spiegato che il punto nodale non è solo la velocità di per sé, ma che va considerato anche il ruolo del giocatore. C’è chi ha maggior bisogno di curare la velocità dopo uno stacco aereo, chi prima, durante e dopo un tackle e chi ha bisogno di migliorare la rapidità in cambi di passo e direzione. Con vari esercizi e sessioni video ha fornito ai giocatori le tecniche che sono state accolte positivamente tanto che Weah avrebbe dichiarato che la postura consigliata da Johnson lo renderà un calciatore migliore.

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