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PSG, Galtier: “Non commento i festeggiamenti argentini, Kylian è stato esemplare con Leo, c’è rispetto”

PSG, Galtier: “Non commento i festeggiamenti argentini, Kylian è stato esemplare con Leo, c’è rispetto” - immagine 1
Il tecnico ha parlato sia della gestione di chi è reduce dal Qatar sia del rapporto fra i due tenori, Messi e Mbappé, che si sono sfidati in finale. 

Redazione Il Posticipo

Dopo un mese e mezzo di sosta, anche il PSG torna a giocare in campionato. In programma, la sfida con lo Strasburgo, match che dovrebbe vedere in campo Kylian Mbappé , Neymar, Marquinhos e Achraf Hakimi. Galtier, in conferenza stampa,ha parlato sia della gestione di chi è reduce dal Qatar sia del rapporto fra i due tenori, Messi e Mbappé, che si sono sfidati in finale.

GESTIONE

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Il gruppo è stato gestito attentamente, in funzione del cammino delle loro nazionali. "Abbiamo gestito i nostri calciatori caso per caso riservando a chi rientrava un piano di lavoro individualizzato, soprattutto per Hakimi che ha giocato tutte le partite dei Mondiali. Voleva unirsi a noi il prima possibile, come Mbappé. Leo ha speso tantissimo dal punto di vista fisico e mentale. Giocare e vincere un Mondiale è qualcosa di enorme. Quanto è tornato in Argentina, abbiamo deciso insieme che sarebbe tornato a gennaio. Si unirà a noi il 2 o il 3 e poi riprenderà la competizione".

FESTEGGIAMENTI

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I festeggiamenti potrebbero aver lasciato qualche strascico. "Non commento come hanno festeggiato. Spiegare cosa sia accaduto è compito degli argentini. Non mi occuperò del caso. Ho visto qualcosa di molto più importante, ovvero Kylian e Leo prendersi per mano. Fra di loro c'è molto rispetto e l'atteggiamento di Kylian è stato esemplare. Nonostante fosse molto deluso ma è andato con enorme classe a congratularsi con Leo. Messi tornerà a gennaio, Hakimi e Mbappé hanno voglia di giocare contro Strasburgo e Lens. Non abbiamo motivo di privarci di giocatori se stanno bene fisicamente e mentalmente".

NEYMAR

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Resta da gestire Neymar. "Ho seguito l'evolversi della situazione, ha avuto  dodici giorni per curare questa caviglia. Quando è rientrato ha lavorato in modo normale e senza limitazioni, sta bene, la caviglia sta bene. Mentalmente vuole davvero giocare. È un buon segno. Ho parlato con tutti i ragazzi che hanno giocato il mondiale, confortando chi è stato eliminato e incoraggiando chi è arrivato sino in fondo. Non vi sono scorie. Non c'è rimedio migliore che tornare al tuo club e a giocare. In questi casi la migliore cura migliore è scendere in campo e ritrovare la quotidianità".