PSG, è un Tuchel furioso: “Se avete le p***e, certe domande andate a farle nello spogliatoio…”

Se quella con il Lipsia era una finale, come aveva spiegato nei giorni precedenti al match, Tuchel può godersi tranquillamente il suo trofeo. Ma il tecnico del PSG dopo la partita ha altro da fare: arrabbiarsi…con la stampa

di Redazione Il Posticipo

Se quella con il Lipsia era una finale, come aveva spiegato nei giorni precedenti al match, Tuchel può godersi tranquillamente il suo trofeo. Che in realtà è solo l’essere tornato in corsa per la qualificazione alla fase ad eliminazione della Champions League. Un qualcosa che per il Paris Saint-Germain, vice campione in carica d’Europa, dovrebbe essere pressochè scontato, ma che in una stagione come questa non lo è. I francesi dovevano vincere, perchè qualsiasi altro risultato li avrebbe messi in grossa difficoltà. E alla fine ce l’hanno fatta, per 1-0, grazie a un calcio di rigore molto contestato da parte della squadra tedesca.

FUTURO – Ma Tuchel non ha molta voglia di pensare ai suoi connazionali, perchè dopo la partita ha altro da fare: arrabbiarsi…con la stampa. Come riporta AS, l’allenatore della squadra parigina non ha preso molto bene le ormai classiche domande sul futuro, prendendosela con un giornalista, reo di avergli fatto l’ormai solita domanda sul futuro della sua panchina. “Oggi ci è mancato solo il ritmo. Ma ho la sensazione che voi facciate sempre le stesse domande. Anzi, fate sempre le stesse domande. Ma potete fare una domanda simile nello spogliatoio, se avete le p***e di farlo. Se avete il coraggio, andate a chiedere questa cosa ai giocatori”.

PRESTAZIONE – Insomma, Tuchel si sente evidentemente sicuro della compattezza del suo gruppo. Il che però non lo rende per nulla meno irritabile. C’è anche da parlare della prestazione, che non è stata del tutto convincente. I transalpini hanno infatti giocato spesso in contropiede, lasciando frequentemente il bandolo della matassa al Lipsia, come dimostra il dato del possesso palla (60%-40% a favore dei tedeschi). Ma il tecnico teutonico non si pone il problema del “come”: l’importante è aver vinto. “Ci sono mancate buone opportunità, ma abbiamo difeso con il cuore, tutti assieme, aiutandoci l’un l’altro. Abbiamo vinto e non chiederò scusa per questo”. Ma la strada per la qualificazione non è ancora finita…

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