Premier, le regole valgono per tutti: Southgate seguirà le partite in TV

Nessuno “sconto”. Partite a porte chiuse per tutti. Gareth Southgate fa sapere che rinuncerà ad accedere agli stadi e seguirà i propri giocatori in televisione.

di Redazione Il Posticipo

La ripresa imminente dei campionati significa la ripresa del lavoro per calciatori, allenatori anche per i commissari tecnici delle nazionali. Le partite ricominceranno, ma, in Inghilterra, ciò non significa che sia arrivato il momento di tornare a monitorare i calciatori né in patria, né in giro per il mondo. E anche Gareth Southgate si addegua. Il ct della nazionale dei Tre Leoni ha già fatto sapere che rinuncerà ad accedere agli stadi e seguirà i propri giocatori o quelli che potrebbe convocare successivamente, limitandosi a seguire il campionato di Sua Maestà in Tv.

INAPPROPRIATO –  Una scelta tutto sommato sensata. Considerando che tutte le partite verranno trasmesse in TV meglio evitare di correre qualsiasi tipo di rischio. E così come riportato da SkySport  Southgate crede che sia inappropriato e superfluo recarsi direttamente allo stadio per sé e per i membri dello staff.   La decisione è stata presa nel rispetto delle norme per il distanziamento sociale e ha anche un discreto peso specifico. La  scelta operata   significa che i giocatori non potranno incontrare il CT di persona per un bel po’, almeno fino alla prossima stagione. anche perché le amichevoli con Italia e Danimarca previste per la fine del campionato e studiate in vista della preparazione dell’europeo non saranno disputate in quanto né fattibili né necessarie.

PRESSIONE – Dunque, dal 17, i giocatori non sentiranno più fisicamente gli occhi addosso del selezionatore hanno ben  pochi motivi per sentirsi sollevati. La pressione rimarrà invariata. Anzi, se possibile, aumenterà perché Southgate avrà la possibilità di seguire praticamente tutte le partite grazie alle designazioni orarie ideate per non scombinare i piani delle emittenti televisive. Ciò significa un ventaglio più ampio di scelta.  Da commissario tecnico a “grande fratello” il passo è breve.

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