Project Big Picture: i club rivoluzionari inglesi minacciati dalla FA con l’esclusione dalle competizioni UEFA

Rivoluzione in Premier League. Il rischio è che i club più ricchi continuino ad arricchirsi mentre quelli meno fortunati possano affondare. La federazione inglese però si oppone e minaccia le “Big 6” di escluderle dalle competizioni europee.

di Redazione Il Posticipo

I detti popolari non sempre sono veritieri. Un esempio? L’acqua va sempre al mare. E quindi la fortuna va dai fortunati, la ricchezza a chi è già ricco. Una base di realtà…c’è. Non è detto che le cose stiano così ma che ci sia la tendenza a fare in modo che lo siano. Sulla scia di questo ragionamento sembra arrivare la richiesta dei maggiori club di Premier League di rivoluzionare il campionato riducendo le squadre e gli impegni. Il rischio è che i club più ricchi continuino ad arricchirsi mentre quelli meno fortunati possano affondare. La federazione inglese però si oppone e minaccia le “Big 6” di escluderle dalle competizioni europee.

I DIALOGHI – Il progetto guidato da Liverpool e Manchester United con il sostegno di Manchester City, Chelsea, Tottenham e Arsenal, ha causato molti malumori. Stando a quanto riporta Sportbible, i sei grandi club inglesi starebbero minacciando un’uscita dalla Premier. Il presidente della FA Greg Clarke non si fa troppi problemi. Minaccia di impedire ai club aderenti di entrare in Champions League. Clarke aveva intrattenuto dei dialoghi con i portavoce di questa corrente, il Big Picture Project, ma “Quando l’obiettivo di queste discussioni è diventato la concentrazione del potere e della ricchezza nelle mani di pochi club, con la minaccia di creare una lega a parte, ovviamente ho interrotto il mio coinvolgimento“.

LE SANZIONI – E continua: “È responsabilità della FA sanzionare le competizioni in Inghilterra oltre ad essere responsabile per concedere ai club licenze, tramite l’UEFA, di giocare in Europa. Inoltre, l’UEFA si rivolge a noi per nominare i partecipanti“. Insomma, velatamente, fa capire che i vertici attuali hanno l’appoggio dell’istituzione continentale. Due parole anche sul capo dell’EFL Rick Parry (accusato di fraternizzare con gli scissionisti): “Continuiamo a lavorare insieme per determinare cosa è meglio per il calcio inglese. Il cambiamento deve avvantaggiare club, tifosi e giocatori, non solo bilanci selettivi“. Più facile a dirsi che a farsi…

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