Preziosi: “Noi con due positivi siamo andati a Napoli. Non so se il Napoli voleva giocare la partita di Torino”

Juventus – Napoli continua a far discutete. Parla il presidente del Genoa.

di Redazione Il Posticipo

La partita fantasma continua ad agitare i sonni del calcio italiano. Juventus – Napoli  continua a far discutere. Ne parla anche Preziosi, ai microfoni di Radio Capital.

PRECEDENTE – Il presidente del Genoa è preoccupato. “È un brutto precedente, eravamo convinti che ci fosse un protocollo molto chiaro a cui tutte le società dovevano attenersi. E invece sono intervenute le ASL locali che hanno bypassato il protocollo e creato un grosso caos. Adesso qualsiasi società che interpellerà le aziende sanitarie locali chiedendo cosa fare, magari si sentirà rispondere di non fare la trasferta. E quindi metterà a rischio il campionato. Noi non abbiamo contattato l’ASL perché ne avevamo solo due positivo. Il protocollo prevede che con dieci contagiati si può chiedere la sospensione della partita. No ne avevamo due e siamo andati a Napoli”.

NAPOLI  – Preziosi avanza qualche dubbio. “Leggendo le notizie, sembra che sia stato il Napoli a chiamare l’ASL. Non posso dire che non voleva giocare, ma qualcosa si intuisce. Noi siamo presidenti e siamo solidali, però è evidente che noi non abbiamo interpellato l’Asl”. Inevitabilmente ci saranno conseguenze. “Adesso ci sarà il ricorso del Napoli ed entreranno in scena un po’ di tribunali, sportivi e civili. Io sono molto preoccupato, per il semplice fatto che basterebbe veramente un contagiato a società. Credo che oggi ci sia un incontro tra il ministro dello Sport e i presidenti di Federazione e Lega: dovranno provvedere affinché non succeda più”.

CONTAGI – Il Genoa ha avuto tanti contagiati. “Non si tratta di condurre una vita monacale. Penso che chiunque vada a cena. Purtroppo quando si incontrano persone basta un contatto con le mani, una distanza minima. Il problema è che ho sentito parlare parecchie persone, ma come si trasmette non l’ho ancora capito. Non è facile: un ragazzo giovane che va a un aperitivo non potrà mica chiedere il tampone a tutti. Forse dovrebbero fare così, è questo il problema”.

 

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