Aggiungi un posto in panchina, perchè c’è il presidente…

Bruno de Carvalho, presidente dello Sporting Lisbona, è di frequente ospite del tecnico Jorge Jesus. E non è il primo proprietario che per sedersi in panchina ha fatto davvero di tutto…

di Francesco Cavallini

Quando si dice voler stare vicini alla squadra… Siamo abituati a vedere i presidenti dei club nelle loro tribune autorità, o negli sky-box degli impianti più moderni, a guardare dall’altro le fortune della squadra di cui sono proprietari. Poi però c’è un’altra tipologia di grande capo. Quello che lontano dal campo proprio non ci vuole stare e che fa davvero di tutto per vivere i match nella maniera più diretta possibile. Come, ad esempio, andare in panchina. Che, a giudicare dalle apparizioni recenti, sembra essere uno dei passatempi preferiti del portoghese Bruno de Carvalho, presidente dello Sporting Lisbona e frequente ospite del tecnico Jorge Jesus.

Niente tribuna, il presidente preferisce la panchina

L’allenatore ci tiene a precisare che in panchina comanda lui, ma il presidente fa spesso capolino accanto alle riserve, specie nelle gare europee. Già nella scorsa stagione de Carvalho si è…goduto i novanta minuti della sua squadra al Bernabeu, assistendo tra l’altro alla clamorosa rimonta dei Blancos firmata da Ronaldo e Morata. Ma anche quest’anno ha avuto occasione di farsi notare, come nella celebre foto che lo ritrae mentre consola un disperato Fabio Coentrao dopo la sostituzione contro l’Astana. Ora lo aspetta il Wanda Metropolitano, dato che il dirigente ha già richiesto il suo pass da delegato del club per sedersi sulle nuovissime panchine dello stadio dell’Atletico. Una piccola scaramanzia, che tra l’altro ha effetti benefici, dato che il normalmente fumantino presidente dà molto meno in escandescenze quando è vicino al campo, rispetto a quando è…bloccato in tribuna.

Dmitry Pieterman, il presidente…fotografo

Un’abitudine particolare, ma non esattamente inedita nel calcio. Certo, molti campionati non permettono la presenza dei presidenti in panchina o addirittura a bordo campo, come ad esempio la Liga spagnola. Lo ha imparato a sue spese Dmitry Pieterman, che nel 2003 ha acquistato il Racing Santander e come prima decisione si è nominato allenatore per potersi godere le partite da vicino. La federazione non l’ha presa bene e l’ha bannato dai campi, ma l’imprenditore non si è dato per vinto e ha continuato a cercare sempre nuovi e fantasiosi modi di ottenere ciò che voleva. Al punto di farsi accreditare (ovviamente da se stesso) nei ruoli più disparati, risultando un paio di volte addirittura come fotografo ufficiale del club e come bordocampista.

Sam Hamman, il perfetto presidente del Wimbledon

La volontà di sedersi accanto ai propri ragazzi rimanda però al calcio di una volta, con presidenti che sono entrati nella leggenda. Costantino Rozzi e Romeo Anconetani, ad esempio, si accontentavano di piazzarsi a bordo campo, portando ovviamente una sedia fortunata vicino alle panchine e dandosi a riti scaramantici di vario tipo. E poi c’è chi pur di sedersi in panchina ha rischiato l’arresto. Parliamo di Sam Hamman, che anche da presidente del Cardiff City si è spesso intrufolato accanto ai suoi tecnici, ma che quando era a capo del Wimbledon una volta se l’è vista davvero brutta. Nelle partite casalinghe dei Dons il presidentissimo aveva accesso illimitato al campo, ma a Old Trafford le regole sono diverse. E quindi il suo tentativo di arrivare fino alla panchina durante una partita di FA Cup è stato bloccato dalla security del Teatro dei Sogni, dando vita ad un alterco che è rimasto nella storia del football di Sua Maestà. Naturalmente, il miglior biglietto da visita possibile per una squadra soprannominata Crazy Gang!

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