Nasser al-Khelaïfi: “Ammiro CR7 e Ferguson. L’economia del calcio va ripensata”

Il presidente del PSG parla dei suoi punti di riferimento nel calcio e spiega anche come il sistema dovrà cambiare e adeguarsi.

di Redazione Il Posticipo

In Francia, non senza polemiche, il campionato si è fermato. Nasser al-Khelaïfi, in una intervista rilasciata a France Football, ha parlato della sua visione economica e sportiva del calcio, in un contesto così sconvolto dalla pandemia e destinato a subire profondi mutamenti.

CR7 – Da un punto di vista sportivo, il presidente della squadra Campione di Francia ha pochi dubbi. Ammira Cristiano Ronaldo e Ferguson. “Ammiro moltissimo Cristiano Ronaldo. Nessuno come lui ha ancora voglia di migliorarsi ed essere decisivo. Ha una straordinaria forza di volontà, una determinazione unica. Credo che a livello di influencer, possa menzionare un leader come Aleksander Ceferin, che è stato estremamente influente sin dall’inizio del suo mandato UEFA. Ha una grande voglia e capacità di unire tanti mondi diversi. Un qualcosa di cui il calcio europeo e mondiale ha molto bisogno”.

FERGUSON – Ci sono anche altri… idoli. “Se dovessi parlare dal punto di vista storico, invece, scelgo Sir Alex Ferguson. Ha creato una delle più grandi squadre di calcio del mondo, ma il suo carisma è stato ed è tuttora incredibile. Anche oggi, quando entra in uno stadio, c’è un brivido che corre attraverso gli spalti. Al di fuori del mondo del calcio, credo che anche Michael Jordan  conservi tutta la sua influenza, anche molto tempo dopo il suo ritiro, come se il suo “regno” non si fosse fermato”.

PSG – C’è spazio anche per parlare del PSG, fra presente passato e futuro. “Ripensando a tutti i giocatori che si sono uniti a noi, in pochi hanno a personalità di Zlatan Ibrahimovic. Era sempre affidabile, e quando la situazione lo richiedeva, sapeva guidare la squadra. Dovrei anche menzionare David Beckham. Anche se è stato al PSG solo per un breve periodo, ha avuto un effetto importantissimo  sul nostro club. Oggi ci sono molti presidenti che in Francia stanno facendo un lavoro straordinario. Mi sembra chiaro che l’economia del calcio vada  ripensata alla luce dell’attuale crisi. La gestione di questa crisi rimarrà probabilmente la sfida più difficile che si dovrà affrontare”.

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