Presidente avversario…nel mirino, il muro giallo del Borussia rischia la squalifica

I tifosi del Borussia Dortmund, conosciuti in Europa come una delle tifoserie più calde e belle in circolazione, questa volta hanno sorpassato il limite, mostrando in curva un’immagine del presidente dell’Hoffenheim inquadrato con un mirino di precisione.

di Mattia Deidda

Dalle stelle alla…quasi squalifica. I tifosi del Borussia Dortmund questa volta hanno sorpassato il limite, e anziché finire sui giornali, come spesso capita, per una scenografia mozzafiato, occupano le prime pagine dei quotidiani sportivi per “incitamento all’omicidio”. Parole grosse, probabilmente gonfiate, ma che rimane necessario utilizzare per descrivere una polemica che in Germania è diventata nazionale.

HOPP – Come riporta il Sun, il tifo del Borussia Dortmund, nella gara giocata contro l’Hoffenheim del 22 settembre, ha srotolato un telo con sopra disegnato il volto di Dietmar Hopp, incorniciato da un mirino di precisione e con sotto messaggi non proprio…pieni di complimenti. Un’immagine non certo nel segno dei messaggi etici che il mondo del calcio sta provando a trasmettere negli ultimi anni. Hopp, che dal 2000 sostiene finanziariamente l’Hoffenheim, per i tifosi gialloneri è quindi diventato il nemico pubblico numero uno. Il motivo? Il modo in cui ha finanziato il club per puntare alle zone alte della classifica. Secondo i sostenitori del Borussia, i finanziamenti del tedesco distruggono la logica dei controlli finanziari, essenziali per evitare che i club operino al di là delle proprie capacità economiche.

MULTA – La Federazione tedesca, visto l’accaduto, ha deciso di multare il Borussia Dortmund per 50 mila euro, e non solo. I tifosi, adesso, saranno costantemente tenuti d’occhio, come in un periodo di prova, e se si ripeterà una storia simile, arriverà il divieto ad assistere alle partite in trasferta contro l’Hoffenheim fino al 2022. Un colpo che risulterebbe difficile da digerire alla tifoseria del Borussia, da sempre una delle più calde, pronta a seguire la squadra ovunque. Ma quando si sorpassano i limiti, poco conta la reputazione positiva. E mettere nel mirino, anche solo metaforicamente parlando, qualcuno non è esattamente un segnale di sportività.

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