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Preoccupazione a Parigi: i sudamericani del PSG rischiano di non poter rientrare in Francia

Il Paris Saint-Germain guarda con una certa preoccupazione all'evolversi della questione coronavirus. Molti dei calciatori di punta della squadra di Tuchel (in particolare i sudamericani) hanno lasciato la Francia, ma con la chiusura delle...

Redazione Il Posticipo

Il Paris Saint-Germain guarda con una certa preoccupazione all'evolversi della questione coronavirus. Anche perchè la situazione in Francia potrebbe causare più di qualche problema ai transalpini, considerando che molti dei calciatori di punta della squadra di Tuchel hanno lasciato la Francia. Come spiega AS, nella giornata di lunedì il presidente Macron ha tenuto un seguitissimo discorso alla nazione (che ha fatto registrare il record di ascolti nella storia della TV francese, con 37 milioni di spettatori incollati ai teleschermi) in cui ha annunciato la chiusura delle frontiere con tutti i paesi che si trovano al di fuori dell'Unione Europea.

NIENTE PASSAPORTO - Un bel problema per il club parigino, considerando che i sudamericani sono tornati nei loro paesi d'origine. Dal 17 marzo, inoltre, anche il trattato di libera circolazione di Schengen è sospeso, il che crea ancora più difficoltà. Giocatori come Neymar (Brasile), Keylor Navas (Costa Rica) o Cavani (Uruguay) non hanno la nazionalità francese, il che può impedire loro di fare ritorno a Parigi. L'unico che può bypassare la questione con una certa tranquillità è invece Thiago Silva, che avendo acquisito anche il passaporto transalpino può entrare nel paese senza troppi problemi.

GIUGNO? - In ogni caso, il PSG segue con attenzione l'evolversi degli eventi, anche considerando che la Lega Calcio francese ha spiegato di avere come obiettivo di riprendere il campionato di Ligue 1 a partire dal 17 giugno. Il che dovrebbe significare che l'emergenza è finita, permettendo così ai sudamericani di riprendere il volo verso Parigi. Ma il problema per i calciatori rischia di esserci comunque: se si ricomincia a metà giugno, il gruppo dovrà rivedersi per gli allenamenti almeno un paio di settimane prima. E non è detto che in quel momento le frontiere siano già state riaperte. E chissà che alla fine, dopo aver difeso i suoi tesserati che sono tornati nei rispettivi paesi, il PSG non debba rimpiangere i voli privati che hanno portato i suoi campioni così lontani...