Premier, Neville ha la soluzione: “Ritiro prolungato, come se si giocasse un mondiale”

Premier, Neville ha la soluzione: “Ritiro prolungato, come se si giocasse un mondiale”

L’ex calciatore, forte della sua esperienza internazionale, ritiene che giocare nove partite per dei calciatori abituati a stare lontano da casa per quattro o cinque settimane non sia un problema insormontabile.

di Redazione Il Posticipo

In Inghilterra i primi positivi al Covid-19 rischiano di complicare  la situazione in vista della ripresa del campionato. Gary Neville, ai microfoni di Sky Sport, ha parlato della situazione offrendo il suo punto di vista in una situazione resa complicata anche dalla volontà dei calciatori, alcuni dei quali restii a rischiare.

PREMIER – Neville ha affrontato il capitolo protocollo. “Sono abbastanza certo che ci sono squadre della Premier League con cinque o sei giocatori che non vogliono tornare. E altre con degli elementi che si sentono a disagio nella ripartenza. O diffidenti nel prendere confidenza con la fase 2. Credo che nelle prossime settimane ci siano abbastanza problemi da risolvere”.

QUARANTENA – L’ex calciatore del Manchester United ha poi analizzato la possibilità di una “bolla” in cui “rinchiudere i calciatori. “Una quarantena che potrebbe essere una soluzione praticabile. Penso che il modo in cui la Premier League possa ripartire si possa legare anche a un isolamento “differente” non necessariamente legato alla ripresa del campionato. Credo che considerando le nove partite rimanenti sia possibile giocarle in un periodo ridotto lasciando i giocatori in ritiro. Sarebbe come giocare una coppa del Mondo”.

RITIRO – Neville ritiene che la proposta sia praticabile anche perché diverse stelle del campionato inglese, in occasione delle grandi competizioni internazionali, sono abituati a delle “mini clausure. “Non è insolito, per molti calciatori, assentarsi per quattro o cinque settimane e giocare sette partite in questo lasso di tempo. Del resto, la maggior parte dei giocatori della Premier League sono di spessore internazionale e quindi hanno già sperimentato qualcosa del genere. Quindi non vedo molti problemi, anzi penso che sarebbe stato prontamente accettato dai giocatori. Ho partecipato a otto tornei con l’Inghilterra come giocatore o allenatore e sono stato lontano cinque o sei settimane.

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