Premier League, rivoluzione VAR: i club sono pronti a chiedere l’introduzione del challenge

Nella riunione dei 20 club del campionato inglese prevista con Mike Riley, capo degli arbitri, non si parlerà solo della possibilità per il direttore di gara di utilizzare gli schermi, cosa che in Premier in questo momento non avviene. Le società sono pronte a chiedere un cambiamento radicale…

di Redazione Il Posticipo

La VAR agli inglesi non piace, questo è fuor di dubbio. Anche per come viene utilizzata, perchè se la regola dice che l’arbitro non può andare a vedere cosa è successo sullo schermo, forse c’è qualche problema. La Premier League ha adottato abbastanza controvoglia l’innovazione tecnologica e lo ha fatto con norme tutte sue. E quindi in 110 partite, con chissà quanti casi da…moviola in campo, nessun fischietto ha potuto usufruire delle immagini, che invece sono state viste e riviste in sala VAR per poi prendere una decisione a distanza. Un qualcosa che non piace. Di conseguenza, i club vorrebbero cambiare qualcuna delle dinamiche del protocollo.

CHALLENGE – E, nella riunione dei 20 club del campionato inglese prevista con Mike Riley, capo degli arbitri, non si parlerà solo della possibilità per il direttore di gara di utilizzare gli schermi. Anzi, ci sarà una richiesta rivoluzionaria, almeno per il calcio: l’introduzione del challenge. Questa, spiega il Telegraph, la decisione dei club, che spingeranno affinchè alle panchine (anzi, agli allenatori) venga data la facoltà di chiedere una verifica su situazioni valutate in una determinata maniera dall’arbitro. Una possibilità che già esiste negli altri sport che utilizzano la VAR, come ha fatto notare qualche giorno fa il presidente della Fiorentina Commisso, ma che non è ancora stata sdoganata nel calcio.

CLUB PRO, PREMIER CONTRO – Il presidente di uno dei 20 club di Premier ha spiegato al quotidiano britannico che verrà chiesta l’introduzione di tre challenge a partita per i tecnici, che potrebbero così richiedere un controllo da parte degli addetti al VAR. Quello che non è chiaro è se il challenge possa funzionare come “appello” a una decisione già presa attraverso le immagini, o debba valere per episodi sfuggiti a tutti o valutati senza VAR. In ogni caso, spiega il Telegraph, la Premier League si opporrà strenuamente alla possibilità del challenge, ritenendo che possa rappresentare solo una scusa per perdere tempo o che verrà utilizzato in maniera…tattica, magari per innervosire l’avversario o per interrompere l’inerzia negativa di un match. Insomma, una battaglia senza esclusione di colpi tra club e Premier. E di mezzo…ci finiscono gli arbitri, che si beccano tutte le critiche!

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy