Premier League, pur di ripartire si può andare…in capo al mondo: arriva la proposta per finire la stagione in Australia!

I campionati che vogliono riprendere devono fare i conti con il fatto che in molti paesi ci sono ancora troppi casi di coronavirus per ripartire in sicurezza. Dunque, stupisce ma non troppo che tra le tante proposte per scendere di nuovo in campo ci siano anche dei…trasferimenti. Alcuni dei quali abbastanza…assurdi.

di Redazione Il Posticipo

La pandemia di coronavirus continua a imperversare in giro per il mondo e continuano anche i problemi per il calcio. I campionati che vogliono riprendere (la Serie A, ma anche la Premier League e la Bundesliga) devono fare i conti con il fatto che, nonostante in molti paesi il trend dei contagi sia in discesa, ci sono ancora troppi casi per ripartire in sicurezza. Dunque, stupisce ma non troppo che tra le tante proposte per permettere ai calciatori di scendere di nuovo in campo ci siano anche dei…trasferimenti. E se il campionato rumeno potrebbe ricominciare in Turchia, a 1000 km di distanza, c’è chi potrebbe fare…molto meglio.

PERTH – La proposta è di quelle destinate a far discutere e, almeno in Inghilterra, ci sta riuscendo in pieno. Come riporta il Sun, il procuratore Gary Williams ha fatto presente alla Premier League che Perth è prontissima a ospitare le 92 partite mancanti del campionato inglese. Peccato però che non si parli della cittadina scozzese da circa 50mila abitanti, bensì della metropoli australiana. Che da Londra dista circa…9000 km. Del resto, se campo neutro dovrà essere per evitare di giocare in zone molto colpite dal virus, tanto vale che sia neutro per tutti. E finire a giocare in un altro continente renderebbe certamente la questione molto più equa.

PIANO – Dietro questo piano all’apparenza assurda c’è in realtà un lavoro già avviato. Williams è in contatto con il ministero dello sport australiano e ha già ricevuto l’approvazione di molti politici locali. L’idea prevede di spostare tutte e venti le squadre, sfruttando l’ampia disponibilità di impianti della città di Perth e il fatto che da quelle parti i contagi sono stati minimi. Williams spiega che basterebbe controllare i calciatori e lo staff all’arrivo e, visto che la sicurezza non è mai troppa, isolarli per un paio di giorni prima di ogni match. Più facile a dirsi che a farsi, ma evidentemente la voglia di far ripartire la Premier League è talmente forte che pur di giocare…si può davvero andare in capo al mondo.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy