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Premier League, le angosce di un calciatore omosessuale: “Vorrei dirlo a tutti, ma mi crocifiggerebbero”

Premier League, le angosce di un calciatore omosessuale: “Vorrei dirlo a tutti, ma mi crocifiggerebbero”

Amal Fashanu, nipote di Justin, che ha fatto coming-out nel 1990 ma che neanche dieci anni dopo si è tolto la vita, ha un'associazione che combatte l'omofobia nello sport. E racconta le paure di un calciatore che vorrebbe rivelare il suo segreto...

Redazione Il Posticipo

Quando si parla di omosessualità, soprattutto negli sport di squadra, si tocca un argomento delicato. E in molti hanno sottolineato quanto timore ci sia da parte dei colleghi nel dichiarare la propria omosessualità, invitando a non avere paura di dichiararsi. Ma non è così semplice. Un conto è rivelare una cosa del genere alla propria famiglia e agli amici, un altro è farlo pubblicamente. Già dirlo ai compagni di squadra non è assolutamente un gioco da ragazzi, considerando che persino uno come Philipp Lahm nel suo libro ha sconsigliato un'eventualità del genere, visto che le reazioni potrebbero essere dannose. Figurarsi dover affrontare il giudizio delle persone che non si conoscono e soprattutto dei tifosi, che di certo sanno come non essere teneri...

LIBERTÁ - E come riporta il Sun, c'è un giocatore di una squadra di Premier League che sta vivendo un momento davvero complicato. Lo ha spiegato, riportando le sue parole, Amal Fashanu, nipote di Justin, che ha fatto coming-out nel 1990 ma che neanche dieci anni dopo si è tolto la vita. Lei ora ha creato un'associazione che combatte l'omofobia nello sport, attraverso cui è entrata in contatto con un calciatore che vorrebbe rivelare pubblicamente la sua omosessualità, ma che è troppo spaventato dalle conseguenze. "È il 2021 e dovrei poter essere libero di dire a tutti chi sono. Ma ci sono alcuni tifosi che sono rimasti agli anni Ottanta. Voglio essere onesto con la gente, perchè sono fatto così e sono orgoglioso di esserlo. Ma la verità è che mi crocifiggerebbero".

PAURE - Una situazione che ha anche le sue ripercussioni in campo. Persino durante i match, il calciatore in questione non riesce a scrollarsi di dosso il pensiero di poter essere "scoperto". "Quando gioco, mi sembra come se i tifosi possano aver capito questa cosa e che mi giudichino. Posso risultare effeminato? Lo notano dai vestiti che indosso quando non sono in campo? Questa storia sta avendo un effetto mentale terribile su di me. È davvero spaventoso". La rivelazione di Amal Fashanu fa seguito alla lettera aperta di un calciatore omosessuale alla Football Association, che si dichiarava troppo spaventato per fare coming-out. E conferma una volta di più quanto l'argomento sia complicato da affrontare e soprattutto da vivere.