Predestinato: Camavinga, l’uomo dei record di precocità…

Predestinato: Camavinga, l’uomo dei record di precocità…

Il calcio francese scopre contro la Croazia un altro top player. Ed è il più giovane esordiente del dopoguerra…

di Redazione Il Posticipo

Il calcio francese scopre un altro predestinato. Camavinga, l’uomo dei record di precocità. Il centrocampista del Rennes ha esordito contro la Croazia, a 17 anni e 9 mesi, conquistando il record di precocità per la squadra francese nel dopoguerra. Non è un novità per un ragazzo abituato a stupire. Il 2002 incanta, piuttosto, in campo. E non è una novità: è abituato ai record.

XXI SECOLO – Camavinga come riporta RTL sport non migliora il record assoluto di Julien Verbrugghe, che veste la maglia della nazionale a 16 anni e 10 mesi nel novembre 1906 contro l’Inghilterra. E rimane dietro anche a Maurice Gastiger, opposto al Lussemburgo nel febbraio 1914 all’età di 17 anni e 4 mesi . Calcio pionieristico. Il centrocampista del Rennes, nato il 10 novembre 2002 in Angola, naturalizzato francese un anno fa, detiene ora il record del dopoguerra, superando Maryan Wisnieski (18 anni 2 mesi nell’aprile 1955) e Kylian Mbappé (18 anni e 3 mesi a marzo 2017), suo attuale compagno di squadra.

PREDESTINATO – Che il ragazzo fosse un predestinato si sa da circa diciotto mesi. Quando, al minuto 89 del 6 aprile 2019, nella sfida fra Rennes e Angers entra nella storia del calcio francese. Camavinga entra al posto di Niang portandosi dietro 16 anni, 4 mesi e 27 giorni. Quanto basta per diventare il più giovane esordiente nella storia dei cinque principali campionati europei, ma è solo  l’inizio della storia di un ragazzo con un futuro tutto da scrivere sempre a suon di record.

MVP – Camavinga fra l’altro non è solo il francese più giovane del dopoguerra a giocare in Nazionale. E non si è accontentato di essere il primo 2002 a esordire fra i top 5 campionati. Il ragazzo è il più giovane a vincere  una Supercoppa di Francia, ma ovviamente non si è accontentato del titolo. Non si impressiona di fronte a Verratti, Marquinhos e Draxler. Gioca qualcosa come 60 palloni nei 90′ con una facilità impressionante:  97,6% dei passaggi completati, compreso lo splendido assist che porta al 2-1 finale per il Rennes e diventa il più giovane giocatore a 16 anni e con appena 9 partite alle spalle, a guadagnarsi il titolo di MVP.

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