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Potter: “Due mesi fa ero un grande, anche Guardiola Arteta e Klopp criticati. Felix da solo non risolve tutto”

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Il tecnico del Chelsea incassa la fiducia del club e attende il portoghese, ma la sua priorità è tornare a far punti.

Redazione Il Posticipo

Il Chelsea torna in campo contro il Fulham per lasciarsi alle spalle il pesantissimo ko contro il City che ha sollevato più di qualche dubbio su Potter. Il tecnico ha già incassato la fiducia della dirigenza ed ha anche avuto il primo rinforzo. Joao Felix. L’allenatore, però, ritiene sia fondamentale ritrovare vittorie e punti prima di soffermarsi sui singoli. Le sue dichiarazioni sono riprese da Football London.

CRITICHE

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Potter per la prima volta ha dovuto fare i conti con le critiche anche feroci sul suo operato. “La pressione c’è sempre. Più si sale in alto, più si innalza. In un club di storia, tradizione e ambizioni come il Chelsea è tutto amplificato, nel bene e nel male. Le critiche fanno parte del lavoro. Anche Guardiola, Arteta e Klopp hanno dovuto sopportarle. Non mi ritengo perfetto, ma ricordo a tutti il mio percorso e come sono arrivato qui. Due mesi fa ero considerato un grande allenatore. Riconosco che i risultati non sono stati buoni e accetto tutto. Ho parlato con la proprietà e mi ha dato il suo supporto. Sono convinto che si possa ancora centrare il quarto posto, ma perderei tempo e forze a concentrarmi sul lungo termine. Il Chelsea deve tornare a fare risultati prima di subito”.

JOAO

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In questo senso l’innesto di un calciatore come Joao Felix può risolvere qualcosa. “Non so perché non sia andata come sperava all’Atletico, di certo è un ottimo calciatore che ha delle qualità importanti. Sono concentrato a risollevare la la squadra. Non è solo una persona a risolvere i problemi. Chiaramente Joao è un top player e può aiutarci, ho cisto un giocatore di grande personalità dalle caratteristiche che ci servono: può ricevere e giocare la palla in spazi ristretti, fare la differenza sulla tre quarti con gol e assist. Non vedo l'ora di lavorare con lui. Da un punto di vista fisico si è allenato regolarmente e ha avuto il tempo di giocare, quindi immagino sia pronto. Resta solo qualche incognita legata al passaggio da un paese all'altro”.