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Porto, l’ottimismo di Conceição: “Al Porto si crede nell’impossibile. E niente lo è”

(Photo by Octavio Passos/Getty Images)

Il tecnico del Porto alla vigilia della sfida con il Chelsea non nasconde le proprie ambizioni

Redazione Il Posticipo

Sérgio Conceição ci crede. Il tecnico del Porto alla vigilia della sfida con il Chelsea, seppur consapevole delle difficoltà insite nella doppia sfida contro i blues, non nasconde le proprie ambizioni. La qualificazione con la Juventus ha lasciato in eredità il pieno di autostima. E la consapevolezza di potersela giocare contro chiunque. Le sue parole sono riprese dal sito ufficiale del club.

STORIA - L'allenatore è pronto a scrivere la storia del club.  "Ci attende un compito difficilissimo. La squadra è pronta, facciamo parte di un club storico e sebbene il nostro budget non sia paragonabile alle nostre avversarie sappiamo sopperire alle difficoltà economiche con l'attaccamento alla maglia e la qualità del gioco. Il Chelsea non è la Juventus, hanno una proposta di gioco totalmente differente. Servirà comunque qualcosa di simile. Senza tanto possesso palla, dovremo essere tatticamente perfette". Il passaggio del turno contro la Juve, anche per come è maturato, ha ricordato l'impresa di Manchester. Anche allora c'era un portoghese in panchina. Possibile rinverdire il 2004 quando contro ogni pronostico Mou vinse il trofeo. "Credere nell'impossibile fa parte del dna di questo club. Chi non crede che sia possibile vincere una partita non deve indossare questa maglia. Al Porto non c'è niente di impossibile, come nella vita".

IMPRESA - Arrivare in semifinale sarebbe una impresa, conti alla mano. "Basti considerare che noi abbiamo speso 25 milioni di euro e il Chelsea 250 milioni. Per il nostro acquisto più costoso sono serviti 8 milioni. Loro ne hanno spesi 80. I soldi, però, non scendono in campo. Si gioca in undici contro undici. Ovviamente vorremmo giocare al Dragão, ma una casa ha senso solo se c'è la famiglia dentro. E da molto tempo non c'è nessuno. I nostri tifosi non possono entrare. Dunque non credo che ci sia una grande differenza tra giocare per Dragão o Siviglia". Anche l'avversario, in Spagna o Portogallo, è sempre lo stesso. "Avrei preferito che avesse vinto l'ultima partita perché situazioni come quelle in cui si sono trovati nello scorso weekend fanno suonare il campanello d'allarme. E adesso saranno più attenti e concentrati".