Porte chiuse: Löw voleva parlare con Özil, ma l’Arsenal e Emery glielo hanno impedito

Porte chiuse: Löw voleva parlare con Özil, ma l’Arsenal e Emery glielo hanno impedito

Sono passati due mesi dalla fine del mondiale, ma continua a far discutere il caso Özil. Löw e Bierhoff hanno cercato di incontrare il calciatore, approfittando della premiazione del The Best. Un piano ben congegnato, ma qualcuno ha ben deciso di rompere le uova nel paniere.

di Redazione Il Posticipo

Sono passati due mesi dalla fine del mondiale, quasi tre dall’ingloriosa e precoce eliminazione della Germania campione del mondo in carica, ma continua a far discutere il caso Özil. Il tedesco avrà anche detto l’ultima parola, lasciando per sempre la Mannschaft dopo un decennio e più di qualche soddisfazione, ma la questione è ancora in ballo. Secondo quel che riporta la Bild, il commissario tecnico Löw e il team manager Bierhoff hanno cercato di incontrare il calciatore, approfittando della premiazione del The Best, che si è tenuta a Londra. Un piano ben congegnato, ma qualcuno ha ben deciso di rompere le uova nel paniere.

VISITA DI CORTESIA – Chi? L’allenatore dell’Arsenal Unai Emery. Cioè colui che, tra qualche piccolo screzio, si gode l’ormai ex centrocampista della nazionale tedesca. Da quel che riporta la Bild, non sarebbe arrivato il placet del tecnico dei Gunners, che non ha voluto che i due parlassero con Özil. Naturalmente lo spagnolo non poteva certo impedire una visita di cortesia da parte del collega tedesco e ha permesso a Löw e Bierhoff di fare una chiacchierata con i due nazionali a sua disposizione, cioè Mustafi e Leno, oltre che a fare visita al grande ex Mertesacker, che oggi allena le giovanili dell’Arsenal.

NIENTE MESUT – Tutti, ma non Özil. La Bild riporta al riguardo le parole di Bierhoff: “Ci avrebbe fatto piacere parlare con Mesut, ma abbiamo accettato il fatto che magari non fosse il momento giusto, che forse lui non vuole parlare con noi“. Chi ha deciso, dunque? La società e l’allenatore oppure è stata una precisa scelta da parte del calciatore? Chissà. Quel che conta è che a distanza di mesi si continua ancora a parlare del caso Özil, mentre l’altro compagno coinvolto nella foto con Erdogan (che ha spalancato una voragine fatta di accuse incrociate di razzismo e di poco interesse per la nazionale), Gundogan, è tornato tranquillamente a giocare con la maglia della Mannschaft. Evidentemente, il calciatore dell’Arsenal non è poi così di poco conto come suggerisce più di qualcuno in Germania…

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