Polemiche sul suo libro, Wenger risponde a Mourinho: “Con lui sembra di stare all’asilo…”

Josè Mourinho, si sa, ha una buona parola per tutti. Il portoghese, nel corso della sua ventennale carriera, è riuscito a polemizzare praticamente con chiunque. Ma con qualcuno le cose sono passate a un livello superiore. Lui e Arsene Wenger non si sono mai visti di buon occhio. E le polemiche non finiscono mai…

di Redazione Il Posticipo

Josè Mourinho, si sa, ha una buona parola per tutti. Il portoghese, nel corso della sua ventennale carriera, è riuscito a polemizzare praticamente con chiunque. Ma con qualcuno le cose sono passate a un livello superiore. C’è un allenatore che Mourinho considera “uno specialista in fallimenti.” Anzi, “un vero e proprio voyeur, ossessionato dall’esistenza stessa del Chelsea”, la squadra che all’epoca dei fatti era allenata dal portoghese. Il collega per cui Mou ha queste…splendide parole altri non è che Arsene Wenger, uno degli acerrimi rivali del tecnico di Setubal. Un rapporto quello tra i due fatto di forti scontri verbali a mezzo stampa e altrettanti sui campi d’Inghilterra, con tanto di minacce fisiche in più di un’occasione e un paio di spintoni volati nelle aree tecniche.

LIBRO – E non è che con l’addio alla panchina dell’alsaziano le cose siano migliorate granchè. E negli ultimi giorni, la polemica tra i due è ricominciata. Colpa, come spiega il Sun, del libro di Wenger “La mia vita in biancorosso”, in cui il tecnico portoghese non viene neanche nominato nonostante sia uno dei rivali storici del francese. E Mou l’ha presa male, spiegando il perchè di questa omissione. “Non ci sono perché non mi ha mai battuto! Su una dozzina di partite non ne ha vinta una, non può mica scriverci sopra un capitolo. Perché dovrebbe parlare di me nel suo libro? Un libro è una cosa che ti rende felice e orgoglioso, quindi capisco perfettamente”.

ASILO – Una frecciata che Wenger non sembra aver digerito. Sul campo, beh, effettivamente i numeri dicono che vince…ai punti Josè, che negli scontri diretti contro Wenger ha spesso vinto, a volte pareggiato e quasi mai perso. Ma le cose non sono andate in maniera così netta come dice il portoghese, spiega l’ex allenatore dell’Arsenal a Canal+: “Non mi da fastidio quello che ha detto, è una provocazione continua. Mi sembra di essere all’asilo con lui, ma è parte della sua personalità. E comunque si sbaglia, l’abbiamo battuto due volte e spesso abbiamo pareggiato. E non sei ‘tu’ che vinci, tu prendi parte a una vittoria. Vinciamo ‘noi’, il lavoro dell’allenatore è quello di tirare fuori il massimo dalla sua squadra”. Mou accetterà il richiamo? Arrivederci alla… prossima puntata.

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