Pogba in tackle contro il razzismo: il suo post su Twitter sta spopolando…

Pogba in tackle contro il razzismo: il suo post su Twitter sta spopolando…

Pogba e il razzismo: il centrocampista del Manchester United, attraverso il proprio profilo Twitter, prende una posizione netta in relazione a quanto accaduto nelle scorse settimane. 

di Redazione Il Posticipo

Pogba e il razzismo: il centrocampista del Manchester United, attraverso il proprio profilo Twitter, prende una posizione netta in relazione a quanto accaduto nelle scorse settimane.

RIGORE – Tutto nasce dal rigore sbagliato nella sfida contro il Wolverhampton che ha scatenato l’ira dei tifosi dello United. Qualcuno è andato oltre il recinto della ragione, rivolgendo pesanti accuse a Pogba richiamandone il colore della pelle. Aberrante, ma reale. E nelle scorse ore, il centrocampista campione del mondo, attraverso il proprio profilo twitter, ha espresso il proprio pensiero. Poche parole, cariche di significato.

“I miei antenati e i miei genitori hanno sofferto per la mia generazione, per farla sentire libera, farla lavorare, farle prendere il bus, per farla giocare a calcio. Gli insulti razzisti sono ignoranza e possono solo rendermi più forte e motivarmi per combattere per la prossima generazione”

Colpisce anche l’immagine. Il calciatore tiene in braccio un neonato che rappresenta la continuità di una generazione, che, attraverso le parole del giocatore, ha sofferto e continua a soffrire tantissimo. Il messaggio, in questo senso, è forte e chiaro verso chiunque continui a discriminare per il colore della pelle e viaggia anche su binari paralleli rispetto all’iniziativa dello United.

MANCHESTER – Anche i Red Devils, infatti, intesa come società, aveva immediatamente preso le distanze dalle offese razziste lanciate nei confronti del centrocampista francese “colpevole” di aver sbagliato un calcio di rigore. La società, come riporta Sky Sports, aveva incontrato la delegazione di Twitter proprio per cercare di trovare una soluzione che mettesse fine all’inciviltà chiedendo alla piattaforma di stoppare gli insulti di matrice discriminatoria. E anche compagni di squadra e allenatore si sono uniti per dire “basta”.  Nelle ultime ore, l’ennesima stoccata, dal diretto interessato. Resta da capire se basterà per porre fine alla deriva.

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