Pochettino, la…fattoria in Argentina si allontana e il Barça si avvicina: al terzo approccio non direbbe di no…

Mauricio Pochettino non ha mai nascosto di essere totalmente devoto all’Espanyol, con tanto di promessa di non allenare mai i rivali cittadini. Piuttosto, aveva chiosato anni fa, avrebbe lavorato nella sua fattoria in Argentina. Ora però, all’ennesimo approccio dei blaugrana, potrebbe cedere…

di Redazione Il Posticipo

Gennaio 2018, novembre 2020. Quasi tre anni sono tanti e bastano e avanzano per far cambiare idea su molte cose. Mauricio Pochettino non ha mai nascosto di essere totalmente devoto all’Espanyol, che ha allenato dal 2009 al 2013. Un amore, quello con il club, sbocciato da calciatore e continuato in panchina, con tanto di promessa di non allenare mai i rivali cittadini: “Non allenerò mai il Barcellona e l’Arsenal perché sono molto legato all’Espanyol e al Tottenham. Sono cresciuto al Newell’s Old Boys e non guiderò mai il Rosario Central. Preferisco lavorare nella mia fattoria in Argentina anziché allenare certi club“. Ma il tempo, si sa, ha uno strano effetto.

NON SI SA MAI – Dunque, non è poi così certo che a un’offerta da parte dei blaugrana, che stanno valutando con attenzione il futuro, Poch possa dire di no. E secondo l’Evening Standard, questa potrebbe essere la volta buona. Se il Barça offrisse per la terza volta la panchina all’argentino (dopo il 2018 e l’inizio del 2020), l’ex tecnico del Tottenham accetterebbe. Lo spiega anche il suo connazionale Ardiles, che non vede il ritorno di Poch poi così lontano: “Ha avuto opportunità di trovare un altro club, ma non se ne è fatto nulla per un motivo o per un altro. Ma si trova in un’ottima posizione e sa quello che vuole fare. Il calcio è la sua vita, quindi in questo periodo non ha fatto altro che guardare quello che succedeva. E tra poco sarà di nuovo in sella”.

MOTIVAZIONI – E quindi la fattoria si allontana e il Camp Nou potrebbe avvicinarsi. Del resto, qualche mese un’intervista concessa a El Pais, Poch aveva spiegato il perchè di quella dichiarazione così netta nei confronti del Barcellona. “Ero a Barcellona e mi sono incontrato con Bartomeu in un bar. Ci siamo salutati perchè avevamo i figli che andavano alla stessa scuola e quindi ci siamo fatti una chiacchierata di cinque minuti. Il che ha fatto suonare parecchi allarmi, perchè c’erano anche altre squadre che mi seguivano. E quindi, quando mi hanno chiesto qualcosa al riguardo, ho voluto fermare immediatamente qualsiasi voce in maniera incontrovertibile. Ma non volevo mancare di rispetto al Barcellona. Certe cose si possono dire anche in maniera diversa”. Con buona pace dei tifosi dell’Espanyol e del terreno della sua fattoria, che potrebbe rimanere incolto ancora per un po’…

 

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