Pjanic: “Non capisco perché non gioco. Il PSG vuole la Champions, mi ricorda la Juventus”

Al Barça ma non è facile. Pjanic, ad esempio, non gioca quanto vorrebbe e… non sa nemmeno perché.

di Redazione Il Posticipo

“Fai attenzione a ciò che desideri”, dicono molti saggi. Qualsiasi calciatore vorrebbe giocare ad altissimo livello.  Tuttavia, nella realtà dei fatti, anche i professionisti affermati proiettati in certi ambienti trovano alcune difficoltà. Pjanic, ad esempio, è arrivato a Barcellona per recitare un ruolo da protagonista, ma non gioca quanto vorrebbe e… non sa nemmeno perché.

I MOTIVI – Ai microfoni del programma Téléfoot, l’ex centrocampista di Lione, Roma e Juventus ha voluto raccontare il suo momento attuale. Il bosniaco, nei progetti tecnici, era arrivato per sostituire Rakitic, ma sinora non è andata come sperava. Gioca poco e non è esattamente. “I motivi esatti per cui non riesco ad accumulare minutaggio e presezne, non li ho. Continuo a lavorare e devo rispettare le scelte del tecnico e accettarle, anche se in disaccordo. Sono qui perché voglio lasciare il segno in questo club“.

FUTURO – Pjanic vorrebbe conoscere le motivazioni per cui si resta fuori ma Koeman non sembra uno che si perde troppo in chiacchiere. Il centrocampista però conserva la speranza  di giocare già in Champions League nella grande sfida conto il Paris Saint-Germain. “È molto importante battere il PSG. Quello che a Parigi vogliono davvero è alzare la Champions League, visto che vincere la Ligue 1 è quasi un obbligo per loro. Ho vissuto allo stesso modo e situazioni molto simili alla Juventus. Eppure vincere un campionato sembra facile, ma non lo è. Vincere è e resta sempre un qualcosa di straordinario“. Ovviamente, avendo giocato con entrambi i fenomeni del calcio mondiale, inevitabile chiedere chi sia il migliore fra CR7 e Messi: “È difficile scegliere. Cristiano è impressionante per la sua regolarità e rigore al lavoro. È così concentrato anche sul piccolo dettaglio. Anche i gol e le statistiche. Non ho mai visto niente del genere. Messi ha un talento innato è molto difficile da marcare. È magico. Sono due grandi campioni“.

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