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Pian Pjanic, il bosniaco sta diventando…Pirlo?

Il centrocampista bianconero è il leader tecnico assoluto della mediana. Una evoluzione insospettabile fino a qualche stagione fa.

Redazione Il Posticipo

La Roma sconfitta dai propri ex. Benatia segna Szczesny conserva un vantaggio fondamentale, ma il migliore in campo è forse quel Miralem Pjanic che non t'aspetti. Leader del centrocampo e anche metronomo. Una evoluzione insospettabile sino a qualche anno fa, quando dipingeva calcio in giallorosso. Adesso, da genio si è trasformato in architetto.

Pjanic, talento sbocciato o incompreso?

La partita del calciatore bosniaco è superba. Un giocatore diverso, quasi irriconoscibile rispetto ai tempi in cui balbettava con poca continuità in giallorosso. Proprio contro la Roma, una prova sontuosa, condita da giocate che non sembrano appartenere al suo repertorio, ivi compreso il coast to coast con fucilata da fuori area stampatasi sulla traversa. Di certo il ragazzo si sta giovando del nuovo modulo e della presenza di Khedira e Matuidi. Nonchè della testardaggine di Allegri. Il tencico toscano ha lavorato moltissimo su di lui. E anche Pjanic ci ha messo del suo modificando alcuni atteggiamenti che ne avevano sempre limitato l'immenso talento. Corre come sempre, ma adesso è presente a sé stesso lungo l'intero arco dei novanta minuti. Mai una pausa, né eccessiva leggerezza o eccessi di confidenza. Ripulito dei “barocchismi”, Pjanic si è trasformato in un leader.

Pjanic Pjanic diventa...Pirlo

Nessuno credeva che Pjanic potesse giocare alla Pirlo. Questione di caratteristiche. Il bosniaco ha sempre reso al meglio quando doveva inventare, piuttosto che impostare. Non era abituato a ricevere palla spalle alla porta a ridosso della propria area di rigore. Piuttosto, a essere servito oltre la meta campo, possibilmente sulla corsa. Allegri ha lavorato molto su questo. Pjanic continua a non ricevere palla spalle alla porta, ma la palla gli arriva orizzontalmente o verticalmente dagli esterni. In questo modo ha sempre possibilità di vedere, anche se da più lontano, la porta avversaria. Ed è libero di far decantare il suo piede. Senza, dunque, essere costretto a girarsi e perdere un preziosissimo tempo di gioco. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Un calciatore che studia alla Pirlo. E ne sta assimilando movimenti e, sopratutto, rendimento.

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