Pjanic, il metronomo perfetto di una Juventus acciaccata

Pjanic, l’unico insostituibile di Allegri. Il calciatore bosniaco è l’unico a giocare sempre e comunque. Un tocco qualitativo in una squadra potente.

di Mattia Deidda

La Juventus fa suo il derby della Mole al solito modo. La squadra ha controllo totale del campo, nell’attesa di una giocata individuale in grado di creare un’occasione da rete. Continua l’impenetrabilità della difesa, che non subisce gol in Italia da ben otto partite. In generale, una sola rete incassata nelle ultime quattordici gare. L’ennesima partita complicata, non tanto sul campo, dove il Torino non ha mai tirato in porta, quanto sulla carta: fuori Matuidi, Cuadrado e Mandzukic, in panchina Dybala, reduce da un lungo stop. Higuain costretto a uscire dopo appena quindici minuti di gioco. Nell’emergenza generale, Pjanic continua a guidare la squadra. Il bosniaco è ormai uno dei leader insostituibili della squadra.

Lo spartito del pianista

Il centrocampo è suo. Pjanic sta vivendo una stagione da incorniciare. La squadra non gioca bene come lo scorso anno, eppure è riuscito ad aumentare esponenzialmente il suo livello di rendimento. Un leader indiscusso in mezzo il campo, l’unico in grado di regalare la giusta qualità in un reparto dove quasi tutti i calciatori fanno della quantità la loro arma principale. Khedira, Matuidi, Sturaro: giocatori di livello che però, non possono assumersi il compito di gestire il pallone. Tutta la Juventus, in fase d’impostazione è agli ordini di Pjanic, leader silenzioso in uno spogliatoio importante come quello bianconero. A parlare, come per tutti i campioni, sono i piedi: e dopo solo un anno a Torino, sfruttando il calo di Marchisio e l’addio di Bonucci (difensore con la licenza di impostare), si è caricato sulle spalle la squadra Campione d’Italia.

L’insostituibile di Allegri

Pjanic è la prima pedina dello scacchiere di Allegri, l’unico, nella rosa juventina a non avere un doppione. Marchisio non garantisce il giusto ritmo e Bentancur, per quanto tecnico, non possiede ancora la giusta esperienza per gestire un intero reparto. Da sempre considerato un calciatore di qualità, Pjanic in questa stagione sta dimostrando a tutto l’ambiente di aver raggiunto la definitiva maturità calcistica. È ormai in grado di anticipare il gioco e leggere i movimenti dei compagni di squadra. Da quando è alla Juventus, il centrocampista non vive più partite anonime, come spesso capitava a Roma. Nelle gare importanti, il bosniaco dà sempre il suo contributo, come nella finale di Champions League contro il Real Madrid: uno dei pochi a salvarsi, giocando un calcio di livello, degno di una finale europea.

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