Pjanic, è tornato: corsa, qualità e… rimpianti

Il centrocampista bosniaco dopo un periodo complicato si è preso il Barcellona. Ha corso più di tutti in campo, sfiorato il gol e messo al servizio dei catalani la consueta qualità.

di Redazione Il Posticipo

Il ritorno di Pjanic all’Allianz è coinciso con quello… nel Barcellona. Dopo un inizio abbastanza complicato in Catalogna, il bosniaco, forse sentendo aria di… casa ha sfoderato la sua migliore prestazione stagionale. E secondo uno studio pubblicato dal Mundo Deportivo si è rivelato fondamentale nello scacchiere tattico di Koeman non solo da un punto di vista del gioco, ma anche della sostanza.

CORSA – Le qualità e le doti di Pjanic non si discutano. Qualche dubbio, nei primi mesi spesi a Barcellona, era sorto sulle condizioni fisiche dell’ex centrocampista juventino, autentico desaparecido nelle prime giornate di campionato. Prima di tornare a giocare a Torino, il centrocampista era passato praticamente inosservato in Liga. Solo 12 minuti contro il Villarreal e  altri 15 contro il Siviglia. Quanto basta per sollevare delle perplessità fugate da una prova maiuscola  contro i bianconeri. A Torino invece Pjanic ha completato i 90 minuti per la prima volta con la maglia del Barça. E ha scaricato il contachilometri: è stato il calciatore, non solo del Barcellona a correre di più in campo. 12,32 chilometri, quasi un chilometro in più di Álvaro Morata, secondo in classifica con 11,60 km. E uno in più di Frenkie de Jong , che ha percorso 11,38 k.

FOSFORO – Alla corsa ha aggiunto anche la consueta qualità.  Al di là dei dodicimila metri percorsi durante la partita, i numeri di Pjanic contro la sua ex squadra impressionano ed esaltano i tifosi del Barcellone. In totale, il centrocampista bosniaco ha concluso la sua sfida con 71 passaggi utili, solo 7 palloni persi ne ha recuperati 3 e ha tirato in porta una volta sola dopo appena 120 secondi sfiorando  il gol. Insomma un nuovo inizio che farà felice i tifosi del Barcellona e forse lascia l’amaro in bocca ai bianconeri, che mai come ieri hanno rimpianto l’assenza di qualità a centrocampo

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