Più di Ibra e di Ronaldinho: Guardiola svela il calciatore che è stato più difficile lasciare andare…

Più di Ibra e di Ronaldinho: Guardiola svela il calciatore che è stato più difficile lasciare andare…

Quella di decidere è una responsabilità, che bisogna sapersi prendere. Pep Guardiola, visti i risultati, non ha sbagliato molto in carriera, pur avendo ceduto campionissimi. Eppure c’è qualcuno che Pep non riesce a perdonarsi di aver perso… Joe Hart!

di Redazione Il Posticipo

Fare l’allenatore è una questione…di scelte. Scelte in campo e fuori. Formazioni, sostituzioni, esclusioni, ma anche acquisti e cessioni. Quella di decidere è una responsabilità, che bisogna sapersi prendere. Pep Guardiola, visti i risultati, non ha sbagliato molto in carriera. Eppure il tecnico catalano, nel corso degli ultimi dieci anni, ha preso anche delle decisioni impopolari o che alla fine si sono rivelate errate. Le cessioni di grandi campioni, come Eto’o, Ibrahimovic o Ronaldinho sono per forza di cose destinate ad essere oggetto di critica, ma l’allenatore del City non si pente di averli lasciati andare. Eppure c’è qualcuno che Pep non riesce a perdonarsi di aver perso…

SCELTA PIÙ DIFFICILE – Il rimpianto che non ti aspetti da Guardiola si chiama Joe Hart. Il portiere, attualmente al Burnley che fa visita al City nel turno di Premier League, è stato liquidato senza troppe cerimonie due anni fa, quando al suo posto è stato acquistato Carlos Bravo con l’inglese dirottato al Torino. Poi nella scorsa stagione un altro prestito, al West Ham, e alla fine dopo dieci anni di Manchester City è arrivato l’addio. Una scelta semplice? Non proprio. Da quel che riporta il Sun, Guardiola è convinto che potrebbe decisamente pentirsi di aver lasciato andare il portiere. E conferma che indicargli l’uscita è stata la scelta più difficile della sua carriera.

IMPORTANZA – “Joe è stato così professionale. E so quanto sia stato duro il suo addio per i tifosi, per la gente del City. È stato un portiere incredibile e i suoi risultati qui lo certificano. Ecco perchè non è stata una scelta semplice. Normalmente i giocatori reagiscono mettendo se stessi al primo posto, ma Joe si è messo nei miei panni e mi ha detto che ha capito le mie motivazioni. Ecco perchè ho apprezzato il suo comportamento e quello del suo entourage. Non ci sono dubbi sull’importanza di Hart per la storia del City”. Le dichiarazioni in conferenza stampa, però, hanno anche attirato qualche cattivo pensiero. Che Guardiola si sia…pentito perchè ora Bravo è infortunato e avere un Hart in panchina (e nello spogliatoio) avrebbe fatto comodo? Chissà. L’importante, per il City, è che il portiere non debba creare rimpianti per la sua prestazione in campo….

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