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Piquè ricorda il suo mondiale di… lacrime e sangue: “Una festa, ma ho attraversato l’inferno”

(Photo by David Ramos/Getty Images)

Coppa del Mondo vinta e amore trovato. Come fa Piquè a ricordare il mondiale 2010 come un momento infernale? Beh, per il catalano quell'estate è stata funestata...da un sacco di incidenti sanguinolenti!

Redazione Il Posticipo

Parecchi anni dopo aver conquistato la Coppa del Mondo, Piqué ha ricordato l'impresa della sia Spagna raccontando aneddoti a metà fra l'eroico e lo... splatter. Il centrale del Barcellona, in un'intervista a L'Esportiu, riassume il concetto del successo in poche e sentite parole: "È stata una grande festa ma ho passato l'inferno".

AMORE - Strano, considerando che proprio da quella esperienza è nato anche l'amore che ha segnato per sempre la vita del catalano. Che in Sudafrica conosce Shakira, diventata poi sua compagna e madre dei suoi figli. "Sì, nel 2010 ho fatto tutto in blocco. Ho vinto il titolo più grande che si possa ottenere e ho incontrato l'amore della mia vita. Ho lasciato il Sudafrica come una persona diversa e ho vissuto un'esperienza indimenticabile. Ho incontrato Shakira a Madrid prima di andare ai Mondiali e il primo giorno le ho detto che ci saremmo incontrati in finale.  Sono sempre stato ottimista. Lei ha cantato l'inno della Coppa del mondo alla cerimonia e io ho dato per scontato che avremmo giocato quella partita. E alla fine abbiamo vinto".

MASSACRATO - Al netto dell'amore e del successo, per Piqué il 2010 è stato però effettivamente un mondiale fatto di...lacrime e sangue. "Nella prima partita mi aprono il sopracciglio, nel secondo match mi spacco il labbro e dopo due giorni, in allenamento, mi colpiscono in bocca e mi spacco nuovamente le labbra. Del Bosque la prese a ridere e io non mi persi d'animo. Mi disse che ero sfortunato ed io risposi che mi stavo rompendo la faccia per la Spagna. Lunga vita al re!". Non esattamente quello che ci si aspetta di sentir dire da chi ha sempre supportato l'indipendentismo catalano, ma per un mondiale, questo e altro.

BLOCCO - Quella Spagna ha vinto il mondiale sul blocco del Barcellona, ma c'erano anche calciatori del Real. E davanti alla Coppa, persino una rivalità come quella del Clasico passa in secondo piano. "Eravamo in tanti del Barça, ma sarebbe ingiusto ignorare Casillas e Sergio Ramos. Noi eravamo la maggioranza, Xavi ha avuto molta influenza nel gioco, ma io ho sempre pensavo che avessimo tantissimo sia a livello di qualità e varietà. Ci mancava il fuoriclasse ma tanti leader che hanno lavorato duramente per un obiettivo comune". E alla fine, tutti assieme, hanno trasformato l'inferno...in paradiso.