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Piquè e il primo incontro con Van Gaal: “Mi spinge a terra e fa ‘non sei mica forte per essere un difensore'”

(Photo by David Ramos/Getty Images)

A cena da suo nonno, un giovanissimo Piquè incontra per la prima volta un allenatore di livello internazionale come Louis van Gaal. Che impressione ha fatto il ragazzino all'olandese? Beh, lo racconta lo stesso catalano...

Redazione Il Posticipo

Che il Clasico sarebbe stato parte fondamentale della vita di Gerard Piquè, era ovvio sin dal principio. Del resto, se hai un nonno che lavora al Barcellona come delegato UEFA e che di cognome fa...Bernabeu, ovvio che la tua strada debba prevedere tanti incroci tra il blaugrana e il bianco. E proprio a casa del Señor Bernabeu, un giovanissimo Piquè incontra per la prima volta un allenatore di livello internazionale come Louis van Gaal. Che impressione ha fatto il ragazzino all'olandese? Beh, lo racconta lo stesso catalano in un'intervista concessa a Jorge Valdano su Movistar+. E basta dire che il tecnico, visto quello che ha detto al futuro campione del mondo, forse è stato parecchio d'aiuto nel suo sviluppo.

SPINTA - Piquè inizia raccontando a Valdano del suo gran giorno, quello in cui suo nonno lo invita a cena a casa nuova. "Avevo undici o dodici anni, già facevo parte delle giovanili del Barça ma ero comunque un ragazzino. Quindi mi sono vestito bene, con la camicia e i pantaloni, perchè dovevo dare una buona immagine di me". Già, perchè a casa Bernabeu c'è tutto lo stato maggiore del club catalano, compreso Van Gaal, all'epoca alla prima esperienza al Camp Nou. Piquè, come è ovvio che sia, è molto colpito. Ma non si aspetta quello che sta per accadere. "Me lo ricordo come se fosse ieri, ero lì, tutto emozionato e Van Gaal, prima ancora di salutare, mi dà una spinta e mi butta per terra".

 Mandatory Credit: Shaun Botterill /Allsport

FORTE - Tutto...molto Van Gaal, anche se all'inizio Piquè e comprensibilmente confuso. "Pensavo 'ma che succede, non capisco' e lui mi fa 'non sei poi così forte per essere un difensore'. Da quel momento durante la cena non ho fatto altro che pensare che mi ero rovinato la carriera! Continuavo a dirmi che dovevo essere più forte, sai come sono fatti i ragazzini, no?". E neanche il fatto di aver parlato un po' con Van Gaal lo ha rassicurato: "Abbiamo scambiato due chiacchiere, lui rideva e scherzava, ma per un bambino non basta". Alla fine, comunque, Piquè era forte eccome per fare il difensore. E forse, se ha fatto questa carriera stellare, è anche per dimostrare all'olandese...che aveva torto.