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Piquè e il futuro: “Io al Real? Preferirei morire. Innamorato del Barça, ma da qui a fare il presidente…”

BARCELONA, SPAIN - SEPTEMBER 20: Gerard Pique of FC Barcelona looks on during the La Liga Santander match between FC Barcelona and Granada CF at Camp Nou on September 20, 2021 in Barcelona, Spain. (Photo by David Ramos/Getty Images)

Tra le cose che piacciono tanto a Gerard Piquè c'è certamente il concedere interviste. Il catalano è apparso nella celebre trasmissione El Hormiguero e non si è tirato indietro, neanche quando gli hanno fatto domande complicate.

Redazione Il Posticipo

Tra le cose che piacciono tanto a Gerard Piquè c'è certamente il concedere interviste. Il catalano è apparso nella celebre trasmissione ElHormiguero e non si è tirato indietro, neanche quando gli hanno fatto domande complicate.

XAVI - A partire dalle nuove norme imposte dal tecnico blaugrana. "Xavi ha messo delle regole, come fanno tutti gli allenatori. La questione della bici elettrica e quella del surf non sono state menzionate, non so se si possono fare queste attività oppure no. Ma le regole sono necessarie e tutti quanti le rispetteremo come è sempre stato". Certo, forse diventa un po' più complicato rispettare come allenatore qualcuno che è stato un compagno di squadra. "Non so dire se è positivo o no il fatto che io e Xavi siamo stati compagni di squadra. È una cosa che mi mette una pressione ulteriore, perchè non posso tradirlo a livello morale. Lui sa benissimo quello che posso dare e se non lo faccio ho come l'impressione di deluderlo".

MESSI - A proposito di ex compagni di squadra, impossibile non tornare a parlare di Messi e del suo addio."È stato un giorno durissimo, abbiamo condiviso lo spogliatoio per 16 anni, per me è quasi come un fratello. È stata dura a livello personale. E poi quest'anno non abbiamo iniziato bene perchè se n'è andato il miglior giocatore di sempre, il fatto che abbia vinto di nuovo il Pallone d'Oro lo dimostra". E come si sentirà ora Leo a Parigi? "Cambiare è sempre complicato, è una legge della vita. A me è successo quando sono andato a Manchester, ma io ero solo, lui è andato con tutta la famiglia. Ma andarsene dalla Spagna e non finire in America Latina significa comunque dover imparare una nuova lingua".

FUTURO - Cosa riserva dunque il futuro a Piquè? Magari...la presidenza del suo Barça..."Ci sono giorni che dico che vorrei farlo, altri in cui la risposta è no. Devi amare tantissimo il club, il sacrificio quando le cose non vanno bene diventa personale. Devi accettare di non guadagnare nulla, anzi, anche di perderci solo per il fatto di amare il club. Io sono innamorato da sempre del Barça, ma da qui a diventare presidente ce ne passa. Se i numeri sono positivi, ti ridanno i 150 milioni che devi versare come garanzia quando ti eleggono, altrimenti...". Ma quindi al ritiro Piquè ci pensa? Sì e non sembra molto pronto. "Ho parlato con molti ex compagni, che mi hanno spiegato che quando finisci la carriera ti trovi davanti a un abisso. Giochi da quando hai 16 anni e all'improvviso un giorno finisce tutto. Puoi essere preparato quanto vuoi, ma dicono tutti che ci vuole un po' ad adattarti a una nuova vita". E se prima di lasciare il calcio arrivasse un'offerta dei rivali di sempre? "Assolutamente impossibile. Non lo farei mai. Preferirei morire che andare al Real Madrid". Così parlò Gerard Piquè...