Mahut attacca Piqué: “Organizzare la Davis non gli conviene, ha già perso molti soldi”

Il tennista, numero 3 al mondo nella classifica del doppio ATP, ha criticato  l’organizzatore Gerard Piqué, per la mancanza di soluzioni trovate per la ripresa della competizione.

di Riccardo Stefani

La Bundesliga è ricominciata, Serie A, Premier e Liga si organizzano. E in Spagna c’è qualcuno che ha interesse nella ripresa dello sport in generale, come Gerard Piqué, “proprietario” della nuova Coppa Davis. Nel mondo del tennis, però, il difensore del Barcellona non gode di troppa stima. E Nicolas Mahut, numero 3 al mondo nella classifica del doppio ATP, lo ha  aspramente criticato.

CONVENIENZA –  Pensieri e parole non lasciano spazio alle interpretazioni”Forse per Piqué sarà conveniente che non ci sia Coppa Davis. Forse perché ha perso molti soldi l’anno scorso” ha spiegato a L’Equipe, Mahut. “Come giocatore puoi solo fidarti delle dichiarazioni ufficiali. E quando ascolto Piqué, sono deluso. Vorrei che mettesse molto più impegno nel salvare la Coppa Davis che ha organizzato. E che voglia trovare soluzioni in modo che possa essere giocata a Madrid o altrove“. Il trentottenne sarebbe molto felice di partecipare alla competizione ma la mancanza di aggiornamenti ufficiali in merito non rasserena né lui né i colleghi. E arriva la stoccata. “È venuto a distruggere la formula che era in vigore da più di cento anni. Il messaggio che invia è chiaro: se è complicato organizzarlo a Madrid e non possiamo farlo, lo annulliamo, e così risparmiamo un po’ di soldi“.

LOCATION – Non solo critiche. Il tennista propone anche la possibilità di valutare nuove location per organizzare il torneo: “So che ci sono questioni contrattuali, che Kosmos ha firmato tre anni con Madrid, ma siamo in una situazione straordinaria ed è nell’interesse di tutti cercare soluzioni. Si potrebbe organizzarla a Indian Wells in ottobre o novembre, dopo una serie di tornei che potrebbero svolgersi negli Stati Uniti. Oppure dopo il Roland Garros, ci sarebbe un breve periodo di tempo, forse 15 giorni, per consentire ai giocatori di recarsi negli Stati Uniti in buone condizioni, magari concatenandolo US Open, Indian Wells e Coppa Davis da ottobre a novembre”.

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