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Pickford, da insicuro a saracinesca: “Mi è servito lo psicologo per capire quanto sono fortunato”

LONDON, ENGLAND - JULY 07: Jordan Pickford of England makes a pass during the UEFA Euro 2020 Championship Semi-final match between England and Denmark at Wembley Stadium on July 07, 2021 in London, England. (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

La stagione di Jordan Pickford non è andata benissimo all'Everton, ma in nazionale il portiere sembra rinato. E ha rivelato il proprio segreto: per tornare al meglio della condizione, si è rivolto a uno psicologo.

Redazione Il Posticipo

Da insicuro a saracinesca. La stagione di Jordan Pickford non è cominciata benissimo all'Everton. Il suo intervento scomposto nel derby del Merseyside ha provocato un gravissimo infortunio a Virgil Van Dijk del Liverpool. Da una parte i sensi di colpa, dall'altra i continui attacchi sui social dei tifosi del Liverpool, per lui è cominciato un periodo particolarmente difficile contrassegnato anche da qualche errore plateale di distrazione in campo. Agli Europei, però, Pickford sembra rinato, in ottima forma e motivato, al punto da aver subito soltanto un gol finora, la splendida punizione di Damsgaard. E qualche tempo fa ha rivelato il proprio segreto: per tornare al meglio della condizione, il portiere dell'Everton si è rivolto a uno psicologo.

SBLOCCATO - In campo si sta con il corpo, si tocca la palla e si salta con i piedi, si respinge o si blocca la palla con le mani, la testa serve a ricordare i movimenti, come posizionarsi ma non solo. Come spiega il portiere ventisettenne al Telegraph: "Ho cominciato a lavorare con uno psicologo all'inizio della stagione. Sai, nel calcio, certi piccoli guadagni, anche dell’uno o due percento, per aumentare l'abilità sul campo e per quello che puoi ottenere, sono cruciali. Che sia l'alimentazione, la psicologia, sessioni straordinarie di palestra. Credo che aiuti, quindi, perché non farlo?"

 (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

MENS SANA - Il lavoro psicologico ha dato una bella mano al portiere della nazionale inglese che a Euro 2020 è tornato al suo massimo livello, quello raggiunto ai mondiali del 2018 dove è stato una delle maggiori rivelazioni del torneo. Ma cos'è che ha sbloccato il portiere? Per cosa lotta? "Devo pensare a quanto sono fortunato, a tutto il lavoro che la mia famiglia ha fatto per me, che da quando avevo sei o sette anni mi portavano a giocare a calcio. Pensare alla cifra che hanno investito su di me. Per mantenere quel livello di performance devo ripensare a da dove vengo. È cruciale e sento di avercela fatta. mi sento più calmo, vivo il momento e mi sento alla grande". Insomma, come dicevano latini, il "mens sana in corpore sano" vale anche al contrario: quando il risultato che si cerca è prettamente fisico-prestazionale, spesso la soluzione va cercata... nella mente.