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Persino Nasri attacca il tridente del PSG: “Devono correre. Rispetto a loro, io sono un keniota…”

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Il francese ha sempre avuto un talento enorme, ma per la volontà di fare fatica in campo, meglio rivolgersi altrove. Eppure persino lui ha avuto da ridire sulla mancanza di impegno del tridente del PSG...

Redazione Il Posticipo

Quando una squadra costruita per vincere come il Paris Saint-Germain non porta a casa il risultato, le critiche sono sempre dietro l'angolo. E l'inizio di stagione ha subito messo in chiaro un paio di cose: che non bastano Messi, Neymar e Mbappè per vincere per forza le partite e che lo stellare trio d'attacco di Pochettino va supportato a dovere. Come? In teoria, con l'ausilio di chi possa correre anche per loro. Ma visto che di centrocampisti di contenimento il PSG non ne ha neanche uno, sono quelli presenti a dover fare un altro lavoro. Anche perchè, se ci si affida alle tre stelle, il rischio è quello di rimanere scoperti.

KENIOTA - Lo hanno sottolineato in molti nell'ultimo periodo, a partire da Nicolas Anelka, passando per Jamie Carragher: se i tre lì davanti...passeggiano, il PSG rischia davvero di sprecare un potenziale enorme. Ma il commento al riguardo che farà più scalpore è quello di un ex calciatore non esattamente celebre per la sua voglia di correre: Samir Nasri. Il francese ha sempre avuto un talento enorme, ma per la volontà di fare fatica in campo, meglio rivolgersi altrove. Eppure persino lui, parlando ai microfoni di Canal Plus, ha avuto da ridire sulla mancanza di impegno del tridente del PSG: "In questa squadra, in confronto ai tre attaccanti io sono un keniota". E il fatto che si parli della nazione africana con i migliori fondisti al mondo la dice tutta.

CORRERE - Nasri ha le idee ben chiare, Pochettino non riesce a gestire gli attaccanti e a far sì che si impegnino per la squadra. E quindi ha anche la soluzione, più o meno... "C'è bisogno di un condottiero, uno che non abbia paura a prendersi le responsabilità, uno come Guardiola. Qualcuno che dica 'Non corri? Bene, non importa chi sei, vai in panchina'. A questo livello bisogna correre". E se lo dice il transalpino, che si è ritirato a settembre ma che già qualche settimana dopo era apparso fuori forma in un match di vecchie glorie, vuol dire che il problema esiste davvero. A meno di non trovare qualcuno che corra per quattro. Ma senza un Kantè a disposizione, sembra difficile...