Diego Perotti, el hombre de la Champions

La Roma vola agli ottavi e ci arriva da prima del gruppo C. Un’impresa doppia, in cui c’è molto del Monito Perotti. E adesso i giallorossi potrebbero affrontare avversari abbordabili.

di Redazione Il Posticipo

Stessa porta, competizione differente, ma non cambia il risultato. Diego Perotti insacca il pallone nella rete sotto la Curva Sud e la Roma conquista un altro spicchio di Champions. A maggio, nel giorno dell’addio a Francesco Totti, la meta era il girone senza dover passare dai preliminari. Quel girone che, a prima vista, sembrava una condanna. Chelsea e Atletico Madrid, più il Qarabag a fare da sparring partner per tutte e tre. Solo che non è andata esattamente così. E ci è voluto un altro guizzo di Perotti, alla quarta rete nelle ultime sei partite, per aver ragione di una squadra coriacea, che ha strappato ben due punti al Cholo Simeone.

Un gol che vale gli ottavi ed il primo posto

E quei due punti fanno tutta la differenza del mondo, perchè la Roma vola agli ottavi e ci arriva da prima del gruppo C. Un’impresa doppia, in cui c’è molto del Monito Perotti. Non solo i gol, ma anche prestazioni convincenti. E la fiducia dei compagni, che si affidano a questo ragazzo argentino dall’andatura un po’ caracollante, ma che quando accelera manda in tilt qualsiasi difensore. La rete è una ribattuta, ma nasce da una sua percussione. Scambio nello stretto con Strootman e imbeccata perfetta per Dzeko. E fa niente se il portiere decide di negare la gioia del gol al bosniaco. Ci pensa Diego da Moreno, l’uomo Champions della squadra di Di Francesco.

Perotti, l’apriscatole giallorosso

A cui serve e molto l’uomo in grado di saltare l’uomo, perchè non sempre gli avversari decidono di concedere spazi. Come nel caso del Qarabag, che piazza undici uomini dietro al pallone e punta a ripartire. E quindi c’è bisogno dell’apriscatole. Che ha il volto severo di Perotti. L’argentino ci ha messo poco a passare da quello che non tira mai in porta a goleador, portandosi a cinque marcature stagionali. E pensare che la partita che è valsa il primo posto l’ha giocata in condizioni non eccellenti, al punto che il numero otto ha dovuto chiedere il cambio per paura di ricadute da un affaticamento muscolare. I tifosi hanno apprezzato la voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo e gli hanno dedicato una meritatissima standing ovation.

Il feeling con Di Francesco

Una bella soddisfazione, per chi, parole sue, ha rischiato di lasciare la Roma a fine stagione. E invece l’arrivo di Di Francesco ha riacceso in Perotti il sacro fuoco. Il tecnico l’ha eletto a regista offensivo, liberandolo un po’ dalla necessità di rientrare e permettendogli di giocare un po’ fuori dagli schemi. Di andarsi a prendere la palla a centrocampo, lasciando la corsia mancina nei sapienti e sicuri piedi di Kolarov. I risultati si vedono, anche nelle casse giallorosse. La rete di maggio è valsa gli introiti certi del market pool della Champions 2017/18, quella contro il Qarabag ne aggiunge almeno un’altra decina. Sorteggio degli ottavi permettendo, perchè la Roma passa per prima e potrebbe affrontare avversari abbordabili. E passa per prima grazie al suo numero 8. Che per la prima volta si becca anche un coro personalizzato dalla Sud. Ormai è amore vero. E anche i giallorossi, ormai, hanno il loro Diego.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy