Periodaccio Kalinic: sempre decisivo… quando esce!

Nella sua prima partita da titolare con i Colchoneros, l’attaccante croato trova un primo tempo evanescente e due episodi isolati nel secondo. Poi il Cholo lo sostituisce e la partita cambia.

di Redazione Il Posticipo

Ormai, guardando l’inizio di stagione del Milan, si possono tirare le somme: la colpa delle difficoltà non era tutta da attribuire a Nikola Kalinic. Troppo spesso però l’attaccante croato ha interpretato il ruolo di capro espiatorio e, ormai, sembra quasi averci preso gusto. Il problema dell’ex rossonero, come ha sempre dimostrato nei periodi più bui anche in maglia viola, è quello della continuità e della fiducia. Ma superato questo ostacolo, il valore del giocatore è indubbio. Se ne è accorto, anche se per cause di forza maggiore (Diego Costa infortunato), Simeone che nella partita contro il Betis lo ha schierato titolare. E per ringraziarlo l’attaccante, in un modo o in un altro, ha deciso la partita.

POCO KALINIC – Nel primo tempo, l’ex Fiorentina e Milan ha visto passare ben pochi palloni dalle sue parti. I motivi sono diversi: il suo stile di gioco è parecchio differente da quello del titolare Diego Costa e forse la squadra aveva bisogno di capire come produrre altre strategie di gioco per assecondare un attaccante con un altro approccio. Nella seconda frazione, un minimo di intesa aveva cominciato ad affinarsi e Kalinic è arrivato al tiro in ben due occasioni. Una volta le mani di Pau Lopez e un’altra il palo, però, negano il sorriso alla punta dell’Atletico.

DECISIVO – Una partita dal coefficiente di ‘Cholismo’ così basso poteva essere messa a posto soltanto da qualche mossa da scacchista di Simeone: fuori Lemar, dentro Correa; fuori Kalinic e dentro Thomas. Il ghanese va a prendersi il centrocampo e Correa trova spazio accanto a Griezmann. Verrebbe da dire al posto di Kalinic ma da seconda punta. Ricapitolando: Kalinic esce, Correa e quindi l’Atletico, segna. A modo suo, il croato è decisivo.

DUE INDIZI FANNO UNA PROVA – E capita spesso, di recente, che quando lo sfortunato attaccante croato lascia il campo o addirittura la sua squadra questa conosce nuova vita. A prescindere dal Milan, bisogna ricordare che dopo l’annuncio dell’allontanamento del numero 16 (stimato attaccante e spesso titolare), la nazionale croata, la scorsa estate è arrivata in finale di coppa del mondo. Se una cosa succede una volta può essere un caso ma come insegnano molti film e sceneggiati polizieschi, spesso due indizi fanno (quasi) una prova!

 

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